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CAPITOLO 1

Da una presa di ostaggi all'altra


1 – 2 La presa in ostaggio della Chiesa ortodossa russa


Nulla accade di imprevisto nel regno spirituale, anche se non sempre sappiamo come comprenderlo, perché se l'obiettivo divino è noto da tutta l'eternità, il fatto che Satana sia stato sconfitto alla Croce da Gesù, quasi duemila anni fa, senza dubbio non ha mancato di risvegliarlo in questa materia.

Questo angelo caduto ha poi utilizzato il contesto spirituale, che abbiamo appena descritto, in cui solo alcuni servitori di Dio nella chiesa erano dotati dello Spirito Santo, per educare la società a non aprire diritti repressivi a Satana, per prendere i più deboli della civiltà giudaico/cristiana, in uno secondo ostaggio dopo Adamo ed Eva.

A partire dal settimo secolo dopo la Crocifissione, la svalutazione dello Spirito Santo gli permise di smettere il progresso della civilizzazione giudeo/cristiana, facendo adottare a quello che divenne l'Islam la sua modalità repressiva, mentre la sopravvalutazione dello stesso Spirito Santo portò le monarchie all'idolatria dei loro sovrani. Quest’ultima situazione gli ha poi permesso, nei secoli XIX e XX, di intrappolare spiritualmente la Chiesa ortodossa russa, facendole adottare la sua modalità repressiva, per giustificare lo sterminio umano di Stalin, compiuto in nome del Figlio di Dio.

Satana cominciò a farlo destabilizzando il sistema ortodosso russo, il cui zar era considerato incapace di commettere peccato, capo sia della nazione che di questa chiesa ortodossa. L'idolatria del monarca, in cui era stato costruito questo sistema, servì allora a Satana da trampolino di lancio per screditare l'opera di Dio in Gesù Cristo, attribuendo al supremo capo comunista, il persecutore della cristianità, le stesse peculiarità spirituali di quelle dello zar. Seguì una lunga schiavitù a questa causa anti-Dio, fino a quando questa chiesa fu presa in ostaggio totale, mentre alcuni dei suoi sacerdoti erano precedentemente dotati dello Spirito Santo.

Questo crimine impiegò un secolo per concretizzarsi attraverso un lavaggio del cervello che permise poi di assoggettare l'intera popolazione al sistema repressivo, e di giustificare, come in nome di Dio in Gesù Cristo, lo sterminio da parte di Stalin di milioni di esseri umani.  Non è un caso che sia stato chiamato innocuamente il Piccolo Padre dei Popoli, perché se la traduzione letterale può significare Figlio del Padre dei Popoli, è in realtà la posizione spirituale che gli zar stessi rappresentava, che egli ha sostituito, e lo pone oggi, come guida spirituale della nazione, all’uguale di un'incarnazione di Gesù, attraverso un'interpretazione meramente carnale del ritorno di Cristo.

Secondo lo storico François Xavier Coquin, in russo i termini “piccolo padre” e “padre” sono infatti molto diversi. Il diminutivo affettuoso “piccolo padre” veniva poi utilizzato per gli zar, che venivano chiamati zar-piccolo padre (царь-батюшка), letteralmente derivato da “mio padre” o “piccolo padre” (батюшка), nome dei sacerdoti (papi), mentre Pietro I di Russia ebbe il titolo di Padre della Nazione (отец отечества), assegnatogli nel 1721 dal Senato della Russia. Il colloquiale “piccolo” (per “piccolo padre dei popoli”) veniva utilizzato in particolare per l’ultimo zar, Nicola II.

Successivamente il termine venne applicato a Iosif Stalin, ma per restare precisi è opportuno evitare il diminutivo "piccolo" in italiano, che si trova in alcune traduzioni errate (solo in francese), perché ciò conferisce a Stalin un carattere bonario carattere, sebbene questa non fosse l'intenzione originale del soprannome in russo. Il suo vero soprannome dato dai russi è grande guida dei popoli (великий вождь народов) o anche padre dei popoli (отец народов), ovvero padre delle nazioni, senza il diminutivo “piccolo”.

Tutto si può riassumere nell'origine dell'ideologia comunista bolscevica, perché già si pensava che essa avrebbe prodotto una forma di organizzazione sociale senza classi, senza governo e senza denaro, in cui i beni materiali sarebbero stati tutti equamente condivisi per raggiungere il paradiso sulla terra.

L'instaurazione di questo sistema, ai loro occhi, richiedeva certamente un periodo rivoluzionario che sterminasse tutti i detrattori e i trasgressori all'interno e all'esterno della nazione. Qualsiasi rivendicazione o ideologia, considerata contraria ai valori del partito, deve quindi essere sradicata dalla faccia della terra, attraverso l’azione di leader considerati perfettamente onesti e custodi dei valori stabiliti. Dopo un lasso di tempo più o meno lungo, il paradiso sulla terra non poté che imporsi tra lui stesso, senza alcuna forma di governo, tanto grande sarà la pienezza e la felicità di ciascuno.

È così, in questa ideologia satanica, Stalin lavorò per il necessario sterminio in seno al popolo sovietico, prima che i suoi discendenti spirituali portassero il paradiso su tutta la terra. Questo è il compito a cui si prefigge Vladimir Putin, attraverso il culto che dedica a Stalin, morto nel marzo del 1953, a soli cinque mesi dalla sua nascita, il 7 ottobre 1952.

Se vediamo oggi il culmine di questa presa di ostaggi subita dalla Chiesa ortodossa russa, essa iniziò già con la rivoluzione del 1789 in Francia, sebbene avesse già avuto origine in tutta Europa da diversi decenni. Nasceva nelle correnti filosofiche che avevano cominciato a generare le rivendicazioni delle popolazioni, spesso asservite in nome di Dio, da sistemi monarchici spesso molto spregiudicati. Queste correnti avevano poi portato la monarchia inglese a orientarsi verso il parlamentarismo, mentre la rivoluzione del 1789 in Francia generò, in breve tempo, l'instaurazione di una repubblica, che fu rapidamente deposta a favore dell'impero napoleonico. Per colmo di ironia, per i filosofi più estremisti dell'epoca, le sue stravaganze porteranno alla restaurazione della monarchia per diritto divino, quindi a una seconda rivoluzione. Gli scarsi risultati societari ottenuti dalle classi lavoratrici, cominciarono allora a generare correnti dalle quali gli zar dovettero proteggersi ancora di più, poiché alcuni di loro erano più preoccupati dell'acquisizione di nuovi territori, che del benessere del loro popolo.

Se fossero stati considerati solamente governatori della nazione, questo avrebbe avuto un impatto solo sulla loro sovranità, ma considerando che erano radicati nell'idolatria di considerarli incapaci di peccare, a partire da Vladimir I DI Kiev nel 988, e che il loro simpatico nome di "Piccolo Padre", che poteva essere interpretato in russo come "Figlio del Padre", cioè ancora "Figlio di Dio", è Dio che hanno screditato. Questi discendenti, che davano loro una posizione idolatrica come non ce fu da nessun'altra parte nelle monarchie, anche se si diceva che fossero di nascita divina, furono poi usurpati dal bolscevismo nel 1917, che pose la Chiesa ortodossa russa in una progressiva sottomissione all'ateismo bolscevico, in una lunga discesa agli inferi. Se si trattava della chiesa stessa, il semplice laico ne fu ancora più colpito, perché da allora ricevé la stessa interpretazione della parola di Dio proveniente dalla chiesa, considerata di Cristo, come dalla Lega Atea Militante.

Le centinaia di migliaia di persone sterminate per la loro fede, tra cui molti preti ortodossi ribelli a Stalin, e i milioni di morti dall'Holodomor in Ucraina, servirono così, attraverso il patto tedesco-sovietico, a guidare la gelosia di Hitler verso il sistema di sterminio di milioni di ebrei, storpi, omosessuali, zingari e tutti coloro di cui semplicemente diffidava. La fase più insidiosa si raggiunse però con il mutamento di atteggiamento di Stalin nei confronti di Hitler, che lo riaccreditò in parte agli occhi dell'Occidente cristiano. Lui bastò solo della svolta nei confronti della Chiesa ortodossa, dopo l'assedio di Stalingrado, per realizzare, a partire dal settembre 1943, una forma di riabilitazione della Chiesa, che ha permesso di asservirla ai valori dello Stato comunista, e non ai valori divini. Se l'uomo che era Stalin, non era certo dotato di un'intelligenza machiavellica, al punto da calcolarne tutti gli effetti all'interno dell'Unione Sovietica e sul piano internazionale, ciò ebbe l'effetto di cancellare in larga misura i rancori religiosi e di attribuire al nome di Stalin, la vittoria sul nazismo a tutta la chiesa e la nazione della grande URSS. Ciascuno dimenticò, o poi fece finta di dimenticare, che quest'uomo d'“acciaio”, come suggerisce il suo pseudonimo, era stato egli stesso il mandante acanto a Hitler dello sterminio nazista, attraverso questo patto tedesco-sovietico.

Questo fu sufficiente per intorbidito le acque e mentre la chiesa rimaneva sotto controllo come religione di stato che predicava Gesù, adottò la modalità repressiva di Stalin. Emerse da allora implicitamente in Unione Sovietica che proprio dal comunismo sarebbe venuto colui che sarebbe venuto a regnare sull'umanità per mille anni, senza parlare dello Spirito Santo, né più dell’Amore divino. L’ideologia religiosa che emerse, tuttavia, placò la virulenza antisovietica delle chiese occidentali disinformate e riabilitò sia l'Unione Sovietica che Stalin agli occhi della maggioranza, specialmente in Europa.

Il risultato oggi è la presa in ostaggio del popolo russo ortodosso profano, il cui cervello ha completamente perso di vista i valori cristiani dell'Eterno Dio in Gesù Cristo. Esse sono tanto più portate verso l'idolatria stalinista, da quando l'attuale patriarca di Mosca Kirill ha riabilitato Stalin e il regime sovietico nel novembre 2015 in nome dell'ortodossia russa, al fine di mettere a tacere i rimproveri che rimanessero in parte nei confronti di Stalin. Ha poi usato le parole: "Non ci dovrebbero essere dubbi sui meriti di uno statista che ha portato il suo paese alla rinascita e alla modernizzazione, anche se ha commesso alcuni crimini". Ciò ha avuto l'effetto, agli occhi dei profani di oggi, di dare credibilità a Stalin come un buon ortodosso, la cui discendenza spirituale Vladimir Putin rivendica come il salvatore dell'Ucraina, al fine di salvarla dalle grinfie di Sodoma e Gomorra che considera come la povera umanità occidentale decadente.

Se Stalin, un semplice essere umano, credeva di essere molto astuto nel suo machiavellismo sterminatore, non era la sua intelligenza innata a guidarlo. Piuttosto, è stata la possessione demoniaca che lo ha portato a preparare il terreno dell'Anticristo per quell'angelo repressivo chiamato Satana, il cui compimento spirituale troviamo oggi in Vladimir Putin e nel Patriarca Kirill di Mosca. Usano così la parola di Dio a loro vantaggio, con una disinvoltura nella menzogna, di cui tutti rimangono sbalorditi perché è così flagrante e sono solo loro che credono che nessuno la discerna, tanto sono convinti della loro superiorità come piccole spie.  

Se è evidente questa presa di ostaggi della Chiesa Ortodossa Russa,  che ora pone Stalin lo sterminatore, al posto di Gesù Salvatore, che ha dato la sua vita per il perdono dei peccati di chiunque si penta, dobbiamo rimanere vigili per non condannare nessuno in questa eresia, ma l'eresia stessa. Spetta poi a noi combattere la buona battaglia della fede contro l'istigatore di questa presa di ostaggi dei nostri fratelli russi, in modo che partecipino pienamente alla liberazione di tutta questa oppressione satanica, sulla loro stessa nazione, senza dimenticare tutto l'investimento materiale necessario per la liberazione fisica dell'Ucraina.

Perché siamo tutti solo esseri umani in cammino verso un futuro secondo il nostro Creatore, le nostre confusioni individuali e collettive non devono diventare oggetto di condanna umana per portare buoni frutti, perché è in queste condanne che diventiamo ingiusti agli occhi di Dio.

Gesù non è stato dato per giudicare il mondo, ma perché il mondo potesse essere salvato per mezzo di lui. Offre a tutti la possibilità di uscire dal vecchio mondo sotto la tutela di questo angelo repressivo, per entrare nel mondo avanzando verso l'Amore divino di domani. Se crediamo essere all'ascolto di lui, non sta a noi condannare gli esseri umani nell’errore, ma se c'è errore, condannarlo esso stesso. Se ci abbassiamo alla condanna dell'umano, allora sta a noi essere aperti a prendere coscienza della nostra ambivalenza, a credere in Cristo e ad agire nel suo opposto. È in questo senso che se le nostre società occidentali sono state portate da Dio a decisioni radicali, come l'unico giorno in cui dovremmo entrare in guerra con la Russia per proteggere l'Ucraina, non dovrà essere condotta contro i russi, ma contro l'ideologia che li tiene oggi legati a questo tutore repressivo. Come molti esseri umani prima di loro, solo lo confondevano con Dio, come vedremo e cercheremo di dimostrare nel corso della nostra lettura.

La spiritualità è infatti molto più concreta di quanto possiamo immaginare, perché prima della nostra nascita inizializza nel nostro cervello una versione spirituale animale, prima che la nostra genetica fornisca la programmazione e renda questa base essenziale, a tutto il nostro sistema emozionale. Ma è questo sistema emozionale che è essenziale per generare qualunque azione secondo un valore divino, anche la parola, ed è per questo che qualunque forma di azione nasce nella spiritualità di cui siamo dotati e nessuno sfugge ad essa, nemmeno colui che non crede in Dio.

È in questo contesto che, dopo aver esaminato un po' più in dettaglio ciò che fa la differenza tra l'Ucraina e la Russia, che provengono entrambe dalla stessa Unione Sovietica e dalla stessa spiritualità Ortodossia, esamineremo insieme le scelte spirituali a nostra disposizione.