Per contattarci, fare clic su Tèmi scientifici
Home

Per contattarci

L’Effetto Boomerang

I nostri temi scientifici

Organi genitali femminili

Scopo: L'equilibrio

Francia e Dio

Scienza e Fede

Andare sul nostro blog

Leggere con musica

Altri temi spirituali

La vita nasce della conoscenza

Siti Amici

FRANCIA E DIO

Seguito del capitolo 3


Erano peggiori di altri ?



Una Grazia di Dio che riguarda tutti questi uomini che poterono essere questi re mérovingiens, e già anteriori avuto questi monaci poco conosciuto tale Santo-Martin artigiano dell'apostolato rurale in Gallia all'IVe secolo. Crearono ancora un radicamento del cristianesimo di più prezioso per il nostro paese oggi, perché questo è essi nella persona di Clovis che diede la Francia a Dio. Se siamo oggi al profitto della benedizione, che portarono alla Francia, non sappiamo dissociarci ne, pure guardando certi errori di cui ereditammo anche. Per quelli che avrebbe un po' dimenticato, guardiamo insieme una pagina di storia.   

Questi re Mérovingiens di cui facevano partiti Clovis erano generati della famiglia di Mérovée, piccolo capo sincero più o meno leggendario. Trassero la loro forza dalla loro origine rinomata divina e delle loro virtù guerriere. Il nome stesso di Clovis, questo essere-a-dire Louis, significa celebre al combattimento ".   

Come il Faraone, Clovis era reputato certo dal popolo sincero, di nascita divina, ma contrariamente al primo che fu testimoni di tempo di miracoli, senza convertirsi, si converte al Dio cristiano al quale credè semplicemente senza miracoli. Questo non è non bello?  

Il monarchia Mérovingienne non andava a portare certo che bene pochi miglioramenti dei riti pagani molto largamente praticati allora, ma andava a permettere il collocamento in posto di una base di civiltà La storia dei re mérovingiens si conclude, in effetti, con la vittoria di Seme II, detto Seme di Herstal, sindaco del palazzo di Austrasie, sui suoi rivali neustriens, a Tertry, vicino a Santo-Quentin, in 687. Riconoscendo, in teoria, l'autorità del re neustrien Thierry, III, che aveva messo in fuga, e senza accollarsi in Austrasie di un re particolare, Seme II ristabilisce l'unità del regno sincero al suo profitto e nella sua persona. Dell'Austrasie, che non lasciò, lasciò vivere in Neustrie, nelle valli della Senna e dell'Oise, soggiorno normale dei sovrani sinceri da Clovis, dei re fantasmi che installò al suo gradimento sul trono, lasciando dissiparsi lentamente il prestigio della razza reale. Non è senza ragione che il papato, minacciata da Byzance o per i lombardi, fece chiamata in 739 al sindaco del palazzo Charles Martel che aveva appena ottenuto sugli arabi la celebre vittoria di Poitiers in 732. Se la chiamata rimase senza effetto a questa data, fu sentito in 754, sigillò allora l'alleanza delle due forze; spirituale e temporale; dell'occidente, il papato ed il monarchia franque.  

LA DIVISIONE DELL'IMPERO CAROLINGIO

Il regno di cui Charles Martel si era assicurato il governo fu dunque e restò fino alla sua morte un insieme debole ed anche molto fragile di cui uniche la presenza e l'azione personale del capo, dovunque ed ad ogni momento, riuscirono a salvaguardare la coesione. È ciò che provarono i due figli di Charles Martel, Carlomanno e Seme, tra quali il sindaco del palazzo, tale un re, aveva diviso il regno poco prima la sua morte, sopraggiunta a Quierzy in 741. Perciò giudicarono essi prudenti di ritirare dell'oscurità il rappresentante legittimo del casalingo mérovingienne, Childéric III. Questo simulacro di monarchia era i germi della sua abolizione, poiché il re Childéric sé proclamava nei suoi atti e scritti che doveva a Carlomanno sindaco del palazzo la sua dignità: Childéric, re dei Franchi, all'eminente Carlomanno, sindaco del palazzo che ci ha stabiliti sul trono"...  

Nell'anno 751, il momento era infine di più favorevole per rinunciare al finzione mérovingienne. Forte dell'appoggio del papa di che Carlomanno e Seme si erano avvicinati in occasione della ristorazione della chiesa franque impresa per santo Bonifacio, Seme convocò l'assemblea dei grande del regno a Soissons, nel novembre 751. Egli si fece eleggere re dei Franchi, e, cerimonia fino ad allora sconosciuta in Gallia, si fece consacrare con l'olio santo per i vescovi presenti, condotti per santo Bonifacio.  

La chiesa dedicò il colpo di stato dunque e, l'evangelizzazione che progredisce più velocemente che mai, assicurò il successo di questo. Tuttavia, una conferma solenne dell'opzione decisiva presa dai vescovi riuniti a Soissons non sembrò superflua.   

L'opportunità si presentò quando in 754 il papa, urgente per l'anticipo dei lombardi verso Roma, venne a trovare sé in Francia, a Ponthion, il nuovo re per implorare l'intervento di questo in Italia. Dopo avere ottenuto di Seme la promessa scritta di dargli l'exarchat di Ravenna e di assicurargli il pacifico possesso del ducato di Roma il papa Etienne II procedè personalmente, nella chiesa abbaziale di Santo-Dionigi, al rinnovo della consacrazione di Seme, poi alla consacrazione di suo figli Charles, il futuro Carlomagno, e Carlomanno. Un monaco di Santo-Dionigi, forse testimone dell'avvenimento, aggiunse che lo stesso giorno il Sovrano Pontefice benedice la regina Bertrade, donna di Seme, e fece difesa a tutti, sotto pena di vietato e di scomunica, di osare scegliere mai un re generato di un altro sangue che quello di questi principi, che la divina pietà aveva degnato esaltare e, per l'intercessione dei santi apostoli, confermare e dedicare della mano del felice pontefice, il loro vicario ".   

La monarchia di diritto divino era nata. Quello che, agli occhi dei famiglie mérovingiennes, sarebbe potuto apparire come un usurpatore, si mostrava oramai, come l'eletto del Dio dei cristiani, e dei suoi discendenti con lui.   

Mediante questi scritti, il mio scopo non è di gettare il discredito su tale o tale chiesa. Ciascuno ha riconosciuto molto evidentemente la chiesa Cattolica, ma mediante ciò non può trovare alcune "buone" scuse verso i suoi rappresentanti dell'epoca? Direi personalmente, grazie Signore di avermi evitato questi tempi particolarmente difficili che furono quelli di questa epoca. Dimentichiamo spesso difatti che dopo il dominio romano avevamo ridiscensso molto basso, soprattutto nel Nord dove questa influenza si era fatta provare meno, e dove invece i celtici avevano di vantaggio penetrato. Quelli che dovevano prendere le decisioni non avevano l'indietreggiamento di cui disponiamo. Non erano di sottomisi più degli uomini più o meno alle loro idee preconcette, come ciascuno di noi. Lo Spirito Santo è certo là per evitarci questi errori, ma bisogna riconoscere che la dose di fiducia, la dose della nostra fede, poco enormemente variare intendimento secondo nostro per certe prese di decisioni. La cosa era buona evidentemente ingiusto davanti a Dio, perché il paganesimo primitivo legato ad una monarchia purché sia di natura divina, si trovava sostituita così dagli eruditi per un'idolatria fatta al nome dell'eterno Dio che ne non voleva inizialmente. Non era probabilmente peggio di quella del suo popolo al quale si era di vantaggio manifestato. Dio aveva indicato il re della sua scelta per lo stesso profeta Samuel del resto, come l'abbiamo letto fin da questo primo scritto e l'aveva unto per questa funzione. Ciò non andava certo fino alla dimensione nella quale Dio l'alzava ad un livello uguale al suo per una natura divina, ma questa scelta di Dio potè apparire a certi che non erano andati fino ad approfondire la vera ragione dell'istituzione della monarchia sull'Israele per Dio, come essendo l'istituzione volontariamente scelta da Dio per rappresentarlo sul suo popolo ", dunque tutti i popoli. L'unzione divina, sarebbe stato di più normali nella dimensione cristiana del resto, se non avesse fatto di essi agli occhi degli uomini, dei personaggi a carattere divino, ed aveva portato loro solamente bene l'approvazione di Dio a si comportare nei loro doveri verso il popolo sé di Dio ". ne terremo dunque alle ipotesi di cattiva gestione del contesto, e verremo in avvocato dei nostri fratelli come Gesù ce lo chiede, piuttosto che in accusatori.   

Questo sottolinea ancora una volta la vera natura di Dio che non istituto non delle regole e delle leggi per potere schiacciare i contravventori, bene al contrario. Direi quasi nel caso presente che Dio si cancellò davanti alla "necessità" delle circostanze. Non è necessariamente buono imporre delle regole rigorose a quello che non può riceverli e metterli in pratica difatti. Quelli che vorrebbe contro-dirlo, hanno a guardare solamente come Dio cominciò difatti di manifestarsi ad Abramo, prima di arrivare ne tardi parecchi secoli più a dispensare la sua Legge a Mosé. Questi uomini e questi re peccarono alzando innegabilmente troppo alto, un'istituzione che Dio non avrebbe augurare sostenere che a dimensione umana, ma prendiamo ciascuno il tempo di meditare davanti a quale dilemma questi rappresentanti della fede cristiana si trovavano confrontati allora? Non ebbero forse al loro senso che due soluzioni? Nella prima, soddisfacevano le esigenze della civiltà dell'epoca che non si lasciava condurre per i re che sotto condizioni che siano di natura divina, come fu inizialmente la posizione dei mérovingiens o essi alzavano il loro re alla stessa dimensione divina. Nella prima, continuavano di lasciarsi governare per i re ai mœurs incerti e spesso barbari, nella seconda il compromesso assicurava la salvaguardia dei valori cristiani. Questo accomodamento andava a rivelarsi certo col passare dei secoli, come un elemento di confusione collettiva di cui occorrerebbe un giorno alzata il velo, tra i comportamenti dei re della Francia, e l'immagine che diedero allora di Dio. Ciò che Dio aveva permise tuttavia al suo popolo al quale si era manifestato così potentemente, non andava a tollerarlo di un popolo chi aveva fatto sentire parlato solamente di lui? Dio può chiedere certo molti rigori a certi nella loro propria vita, ma verso quelli che non lo conosce perfettamente e che venire-a lui può essere paziente aspettando la mietitura. Questo vorrebbe dire che auguri che ne restiamo là? Non lo credo, perché la Bibbia è molto bacino di ingrassamento per ostriche a questo argomento. Certi testi, tale la parabola del fico sterile nel nuovo testamento, vissuti per certe religioni come essendo troppo tolleranti, mostrano bene che è un tempo per ogni cosa difatti, e che non c'è in ciò due pesi e due misure, Dio è Dio, lo stesso ieri oggi ed eternamente (Luca 13-6/9) dice anche questa parabola: Un uomo aveva un fico piantato nella sua vite. Venne a cercare del frutto c'e non trovò.  

Allora dice al vignaiolo: È tre anni che vengo a cercare del frutto di questo fico, ed io non trovo. Taglialo: perché occupa me la rintano inutilmente?  

Il vignaiolo rispose: Dottor, lascialo ancora questo anno; di qui lei scaverò c'intorno e metterò del letame. Forse all'avvenire produrrà egli del frutto; se no, lo taglierai. / /  

Il nostro scopo che non è in un primo tempo che trarre un tratto su questa idea preconcetta dall'istituzione della monarchia per Dio, non ci distenderemo su delle futili intolleranze.  Credo difatti che ci chiniamo facilmente sulla sorte del popolo oppresso, facendo talvolta troppo rapidamente dei re dei tiranti. Non c'appartiene di condannare gli uomini, anche se certi dei loro atti potuti essere riprovevoli ". Quanto mi rendo conto, per me che non vissuto sempre nella ricerca della rettitudine di Dio, quanto occorreva a questi re, una forma di rispetto dell'altro che non ho avuto personalmente sempre e ho manifestato ancora meno. Questo rispetto non esisteva forse da certi di questi re e signori che per una necessità di sopravvivenza personale? Senza popolo non ci sono difatti più di re! Ma da altri era al mio senso, dell'ordine di una dimensione data dallo spirito di Dio. Questa dimensione dello spirito di Dio è certo accessibile a ciascuno di quelli che lo ricerca, ma come non fu sempre il mio caso, e non non il caso di ciascuno, questo merita bene di essere sottolineato a favore di questi re. Gesù ha detto e ritorneremo che era più difficile ad un ricco entrare nel regno dei cieli che ad un cammello di passare dal buco dell'ago. non si trattava certo di un ago a cucire, ciò che avrebbe chiuso definitivamente la porta del regno dei cieli ai ricchi, ma della porta bassa dalla quale si poteva entrare di notte nella città addormentata. Questa necessitava ad un uomo di abbassarsi per entrare, e permetteva solamente molto difficilmente ad un cammello di passare in ginocchio, ciò che evitava le invasioni brutali. Sappiamo percepire dunque che la ricchezza può diventare un handicap, e che per questi re ricchi ed ai molteplici poteri, era loro più difficile che a me, di classe sociale modesta di si bene comportare. Non lo dico evidentemente per condannarmi, né congratularsi con essi dei loro errori, ma affinché ciascuno si esamina sé prima di giudicare questi maledetti re e signori.   

No! Questi re erano solamente degli uomini con tutti i difetti che possiamo tutto avere, guardiamo allora ad uno di essi Carlomagno che fu forse più grande. Glielo sarebbe stato a tanto molto facile di cadere nell'orgoglio, essendo stato consacrato re fin dalla sua più tenera infanzia come l'abbiamo visto già. Fu un uomo di più brillante difatti e fratello in Gesù Cristo. Seppe conciliare tanto il fisico per immenso cavalcate per l'Europa intera, l'intellettuale per una cultura autodidatta di un livello traghetto più due o tre di oggi, quando-au spirituale, fu mosso senza tregua da una fede a rovesciare le montagne. Viveva tuttavia in un mezzo in che la cultura intellettuale aveva solamente bene poca considerazione, ma ciò ne non porta che più di Gloria a Dio, nell'utilizzazione che fece di lui. Delle parti della sua vita restano evidentemente nell'ombra, e possono lasciare immaginare che non fu rifinito certo, ma dirò quasi fortunatamente perché potremmo se no intendo tutto avere vergogna, soprattutto riportata alle conoscenze ed esperienze della nostra epoca. Se guardiamo a tutti gli scambi che potè avere per l'Europa, e tutte le istituzioni che creò o tentò di creare politicamente, egli il fédérateur prima dell'ora dell'Europa, e ciò senza telefono portabile, né aereo personale, devo confessare che quando parlo di divino la sua fede era. Attenzione tuttavia di non dare in ogni suono œuvre la Gloria che a Dio che dà secondo la sua volontà, a quello che vuole seguirlo. Non sono ad elevato l'uomo al livello sovrumano di Dio, ma quanto Dio vuole darci la sua natura a riconoscere malgrado tutto ed a che punto può dare tanto un'energia, un vigore ed un'intelligenza tutta particolari al livello intellettuale che spirituale, a quello che vuole fare la sua volontà. Quanto ne hanno ricevuto forse tutto tanto durante i secoli, ma non l'hanno messo in pratica che nel cattivo senso, mentre non gli adoperò la sua fede che nel buonsenso a vista umana, è ciò che è di tanto più sorprendente. Fu difatti tanto l'iniziatore di una rinascita intellettuale per i laïcs che per gli ecclesiastici, il difensore della morale cristiana, tutto come lo fu tanto della fede sui campi di battaglia che nei dibattimenti teologici, unificatore del popolo cristiano. Questa nozione di popolo cristiano, Alcuin 1 la metteva avanti nei mesi che precederono l'avvento all'impero. Due anni più tardi, consumò della locuzione Iniperium christianum per qualificare un Impero che non poteva accontentarsi di essere romano poiché non constava di tutte le terre del vecchio impero, mentre ne comprendeva che non erano. E lo stesso Alcuin precisò bene il suo pensiero quando chiamò Charles rettore ed imperatore del popolo cristiano ".  

  

1) En latino, Albinus Flacus, scienziato religioso anglosassone, nato a York verso 735,décédé a torri in 804, padrone della scuola palatina fondata per Carlomagno, giocò un ruolo capitale nella rinascita carolingia.   


Charles era al tempo stesso il successore di Costantino e quello di Davide, un Davide da cui portava il nome nei giochi letterari dell'accademia palatina ma di cui tutto sapevano che faceva l'il re prete istituito da Dio per condurre il popolo eletto e che si teneva già, al tempo dei Mérovingiens, per un modello politico. Un concilio di 614 paragonava Clotaire II ad un Davide al servizio del popolo di Dio, e Seme il Breve non disdegnava che il papa stesso il qualificasse di nuovo Davide. Quando Paulin di Aquilée qualificava Charles di re e prete, e molto saggio governatore dei cristiani ", giustificava l'amalgama del popolo sincero e del popolo cristiano, come quello della funzione reale e della funzione sacerdotale. Si era profeticamente nella diritta linea del riferimento biblico più attaccato è vero alla persona di Gesù che a quella di un re umano, ma all'epoca della sua consacrazione, si non lesse non il profeta Isaïe 9-5/6,:         

Questa carta mostrare le diverse possibilità di divisione: quello che prevedeva Carlomagno in 806 e quello approvato dai suoi nipoti.

Il trattato di Verdun in 843 con il "corridoio loreno" di Lotario sarà il germe di tutte le guerre dell'era classica e moderna.

L'impero è stato posto sulle sue spalle  

E gli si do per nome

Consigliere ammirevole, Dio forte,

Padre eterno, Principe della pace.

Per stendere l'impero

E per dare una pace senza fine

Al trono di Davide ed alla sua monarchia,

Per stabilirlo ed irrobustirlo nel diritto e la giustizia

Da ora ed a sempre,

È là ciò che farà lo zelo di Yaweh degli eserciti.

Erano buono di un impero cristiano che si preoccupava Charles all'assemblea di marzo 802, quando giudicò necessario di mandare i missi dominici ricordare a tutto lo peggioro le verità della fede, le esigenze della morale ed i doveri personali e sociali del cristiano. E l'intimo di santo Agostino non mancò di congiungere la preoccupazione della città di Dio e quello di una città terrestre ne che si cominciò di ritrovare questa nozione di stato che la Roma antica chiamava Respublica.  

Il protocollo del Divisio regnorum di 806, atto solenne se ne è, non insistè meno, in una redazione molto elaborata dell'indirizzo, sull'identità fondamentale dell'impero e del popolo cristiano.   

Fu certo un capo di guerra senza pietà siccome potremmo vederlo peraltro, ma aveva egli nel contesto dell'epoca di altre possibilità a mettere nella sua faretra. Come avrebbe di parlamentare egli con questi più o meno barbari sanguinaires ai quali fu confrontato? Avrebbe di cominciarlo con farloro i grossi occhi prima di agire?  

Nello stesso senso a non sostenere il ruolo degli accusatori, diremo dunque che è più agevole di criticare dalla sua calda poltrona delicata di prendere delle iniziative veloci sul campo faccia agli invasori barbari, senza paura e senza legge.  C'occorrerebbe aggiungere a questi invasori esterni del resto, i sollevamenti interiori manipolati dagli invidiosi tirannici di cui il solo scopo era di accaparrare si tutta una popolazione alla loro gloria talvolta e neanche quella di Dio. Se non si trattasse ancora di instaurare una democrazia, quale governo attuale non sceglierebbe di inferiore male la soluzione?   

Ci basta guardare quanto il mondo intero di base cristiana, e di numerosi popoli musulmani si sono alzati Ebbene contro le azioni terroristiche di M. Laden, per renderci conto che se gli Stati Uniti, erano stati governati da Carlomagno, non avremmo trovato molto certamente che molto poche differenze di conflitti. Forse agli occhi di certo il fa di dovere troncare le teste come era costretto di farlo Carlomagno sé, può apparire come essendo più barbaro di mandare delle bombe proprie ". raggiungono certo quattro venti dieci nove volte su cento il loro obiettivo, ma adoperava il mezzo di cui disponeva per difendere lo stesso ideale di libertà e di morale che il nostro. Guardiamo il suo œuvre in ogni serenità, come il œuvre di un cœur girato verso Dio, di un cœur sincero che Dio utilizzò grandemente, stesso se non fosse santificato forse assolutamente secondo la perfezione di Dio? Chi può pretendere essere rifinito oggi, se questo chi non è lo stupido guarderebbe solamente a sé? Probabilmente ha creato delle istituzioni che possono sembrarci oggi désuètes per certe, e per altri tirannici, come la decima. Tuttavia l'insieme dell'uomo ed il suo œuvre sono di una tale diversità che tocca alla rappresentazione del divino. Non sono in ciò a contraddirmi, ma a fare gli elogi giustificati di un "fratello" nella fede. Non sono come tanto altro, che cosa un ogni piccolo fratello, ma ciò ci darebbe egli il dovere o il diritto di guardarlo come uno su uomo, un semidio? In ogni umiltà e rispetto, non dovremmo guardarlo semplicemente come un cristiano di fede che Dio utilizzò per il meglio per la sua Gloria, siccome potrebbe farlo con molto tra noi se l'accettassimo? Questo sottolinea una volta di più la Grandezza di Dio, ed il vantaggio che c'è di agire per la fede in egli e la comunione nella sua presenza, così come l'importanza di ricercare la volontà di Dio ciascuno per si e politicamente per un popolo intero. Possiamo commettere certo degli errori di gioventù ma quando siamo sinceri e veri, Dio benedetto se ci pentiamo. Cerca tuttavia di avvertire dell'errore prima che sia commessa, per benedire personalmente ciascuno e nell'eternità, ma anche per portare ancora più lontano il suo œuvre. Questo è così come c'è permesso di pensare che così Carlomagno aveva ricevuto semplicemente l'unzione reale senza che sia fatto di lui un argomento di venerazione, l'inizio di federalismo che aveva effettuato si sarebbe concretato forse. Ha uno o due secoli vicino non ci cominciamo difatti di vedere apparire questa struttura nella Confederazione elvetica?   

Il fatto di avere alzato un poco troppo alto la loro "natura" di re, ha fatto accentuare solamente già troppo la dimensione carnale dell'uomo portata verso il potere, il potere, il dominio e l'orgoglio. Questo che facilitò loro il potere un tempo dunque, andava a ritorcersi contro di essi che andavano a prendersi per certi dei semidei, vedere.... Come difatti un bambino, di natura per definizione carnale, va a contraddire quelli che lo mette su un piedistallo dalla sua più tenera infanzia. Come quello potrà fare più la differenza tra le sue felicità di vincere tardi, tanto i suoi vicini che troverà sempre bellicoso che sono "popolo" che troverà sempre troppo insubordinato a compiere i suoi propri desideri. Come non si prenderà egli non per Dio quando tutti i riguardi gli sono dovuti, e che niente può esistere per rimetterlo in causa o quasi.   in grande parte fondata su dei valori cristiani, portate in particolare per tutto un sistema monastico.  

Mi dico che per me stesso, se ne era stato così, sarei sempre a credermi superiore a bene di altro perché Dio mi aveva benedetto mediante la mia posizione sociale, malgrado i miei cattivi comportamenti, io che sapevo non essere di nascita divina. Forse sono di un spirito troppo debole o al contrario troppo pretenzioso, ma personalmente non vedo niente che possa portare un bambino nato nella difficile condizione di pretendente al trono, alla compassione del suo prossimo come Gesù ce l'ha insegnato?   

Non è neanche su lui che farò rimettere l'errore, ma sulla nostra natura. I re non si formano soli. Sono inizialmente dei bambini come gli altri, anche se la sorte li ha destinati ad una posizione differente. L'avvenire per essi è gettato tuttavia, l'uomo ha fatto quasi di questi re dei dei o dei dio, finché questi progrediscono, per l'assimilazione di ciascuno a dividere la "grandezza" del suo re, tutti si ritrova, anche se in ciò, Dio diventa più il servitore del re, che il re servitore di Dio. Per essere un buono monarca secondo Dio, ebbe bisognato rivestire una tale dose di umiltà, che si avrebbe potuto vedere Dio œuvrer mediante lui, piuttosto che di vedere un grande uomo. Per la Francia, come per tanti altri paesi ne fu evidentemente il contrario. L'idolo dio che gli uomini avevano creato loro stessi, allo scapito del solo Dio che poteva guidarli utilmente, andava a ritorcersi contro di essi col passare dei secoli dunque. Ad un'ascensione folgorante, motivata per la fede di un solo uomo, andava a succedere una lenta discesa agli inferni della monarchia e per là stesso agli occhi degli uomini: L'immagine di Dio ". Giriamo lo sguardo verso la maggioranza dei suoi successori che andavano ad avere neanche a conquistare, ma a regnare per conservare i "loro" privilegi acquistò allo scapito della grandezza di Dio. Mediante i loro comportamenti, quale immagine di Dio quelli che regnavano andavano essi dare ai loro osservatori, poiché ciascuno considerava che era di Dio che tiravano i loro poteri ". Dio spesso meno temuti, perché invisibile agli occhi di quelli che non si non la fede, mentre questi re disponevano di soldati dissuasivi. Di Dio, questi re andavano a dare a molti uomini l'immagine di un tiranno difatti, talvolta stesso di un tiranno sanguinaire. Molto tra noi, piuttosto che di giudicare i cattivi atti di questi re coperti dell'unzione che avevano ricevuto del Dio Santo e tre volte Santo, andavano a confondere e condannare Dio sé a cui questa istituzione era stata attribuita falsamente.   

Di quale unzione Dio aveva rivestito veramente questi re? Questo non era non quella che ogni uomo riceve quando si sposa per esempio, e che prende la decisione di amare sua sposa, di provvedere ai suoi bisogni, e di comportarsi da buono padre di famiglia, attento ai bisogni dei suoi? Se non era quell'unzione che questi re ed i loro argomenti interpretarono ottenere di Dio, ma quella di "semidei" ai quali tutto era permesso, non c'è niente di sorprendente che abbiano ricevuto già secondo i loro œuvres su questa terra. Guardate quale marito potrà permettersi di comportarsi indefinitamente come un tiranno nella coppia? Dio finirà per prendere cura della donna, perché nessuna istituzione prevale su una sola anima davanti a Dio. Gli uomini per la loro interpretazione delle leggi ne hanno fatto spesso il contrario, perché inseguendo per là i loro propri scopi e neanche quello di Dio. Tutto ciò che questi re spreco allora per la loro stravaganze faccia alla miseria del popolo, era per questo popolo, Dio che lo ritirava loro. Col passare dei secoli, chi andava a continuare di credere in questo Dio di amore difatti? Questo Dio di cui Gesù ce lo dice (Jean 3-14/18) E come Mosé alzò il serpente nel deserto, occorre, parimenti, che il Figlio dell'uomo sia alzato, affinché chiunque crede ne gli abbia la vita eterna.  

Perché Dio ha amato tanto il mondo che ha dato suo figlio unico, affinché chiunque crede in lui non perissi, ma che abbia la vita eterna.  

Dio, difatti, non ha mandato suo figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato da lui. Quello che crede in lui non è giudicato; ma quello che non crede è giudicato già, perché non ha creduto al nome del figlio unico di Dio. / /  

Come potrà continuarsi di credere a questo Dio di amore pronto a sacrificarsi sé affinché chiunque, questo essere-a-dirmi, questo essere-a - dirti, questo essere-a-dirvi, possiate vivere in pace ed in armonia con ciascuno, perché vincitori del peccato, quando si vede che il suo "omologo" su terra adotta un atteggiamento talmente oppositore, o dicendo approvata di Dio? Se si crede ancora appena appena in questo Dio, quale immagine avrà al minimo di lui?  

Allora, per il "banale" errore di interpretazione di alcuni non più biasimevoli di altri, sul fatto che Dio aveva non istituito la monarchia sugli uomini, ma aveva accettato al suo scapito che gli uomini si scelgono dei re altri che egli che benedirebbe tuttavia, quelli che ha messo la monarchia a posto come venendo di Dio, hanno screditato Dio. La disgrazia non è che questi uomini abbiano fatto questo errore, ma bene che quelli che li seguirono la perpetrarono e diedero così ragione più all'uomo che a Dio che rappresentavano. Quelli si comportarono allora all'immagine dei farisei al tempo di Gesù, e per non perdere il loro posto nella loro sinagoga ", diventata allora la chiesa o la monarchia, preferirono mortificare Dio, Padre, figlio e forse per certo Spirito Santo.  

Non erano certamente peggiori di altro in quanto uomini, ma a causa di ciò che perpetrarono, delle grandi utopie umane andavano a nascere. Arriviamo.  

Questa traduzione è stata effettuata da un traduttore elettronico, è per questo che chiediamo a lei molta indulgenza, e siamo aperti a qualsiasi proposta dalla sua parte per una migliore interpretazione. Grazie per ciò, di volere contattarci qui.

Inizio del capitolo Su Su Su
Accoglienza del libro Capitolo seguente

Questo lavoro non può essere oggetto di alcun commercio. È offerto gratuitamente ed per informazione

dall'Associazione Chrétiens de l'Espoir, - 2 Impasse Saint Jean, 26110 VINSOBRES - Francia

Telefono : (33) 9 54 70 57 37 - cristiani.speranza@free.fr - Fax : (33) 9 59 70 57 37 - Siret N° 444 684 427 00016

Capitolo seguente Su