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CAPITOLO 5


Ero adulto?



Se ho smesso a questo periodo per abbordare questo nuovo capitolo, è parce che fu attualmente egli mi sembra, che iniziai ad entrare nella fase adulta.

Come ciascuno, andavo tuttavia più spesso subire la mia vita, che non andavo controllarla. Andavo lasciarlo dietro tutto il potenziale acquisito nell'infanzia e nell'adolescenza, per l'applicazione.

Ero -je adulto? Un giorno ho diventato? Andavo tuttavia svolgere il ruolo e prendersi le responsabilità.

Avevo bello avere percepito molto un buono salario durante molti anni, arrivai all'esercito e la maggioranza vi arrivava allora, cioè falciato.

Avrei molto voluto essere nei commando parachutistes, molto andare, correre, infine vivere! Ricordate della mia necessità insaziabile di vivere quando ero bambino, al punto che per dormire era uguali a morire. Eh bene non! Ero nell'arma del treno a Montlhéry, cioè nei trasporti di truppa o di materiali, con autocarri bolsi. Se ancora avessero potuto rotolare a oltre cento cinquanta chilometri ore come arrivavo a farlo nelle discese con il mia vecchia Aronde… Se ancora avessimo fatto grandi marce o cose utilmente gloriose… Ma non! Nulla di tutto ciò! Allora poiché non potevo dare nell'utile, feci nel parassita.

Avevo l'immagine di alcuni permessi falsi di Gilbert, il mio cognato, alcune “imprese„ dello stesso stile di Jean-Claude, feci dunque peggiore di loro. Subito dopo il mio arrivo, iniziai ad essere contestataire. Oh! Non dinanzi a classificati, ma da frode prendevo piacere da fare l'opposto del regolamento. Feci così tanto “la parete„ più volte alle settimane, che mi feci mettere in riposo in camera da un amico dell'infermeria. Durante quest'ore “di riposo„, al naso ed alla barba di mio sous-lieutenant che non era dupe, andavo ogni giorno o quasi, fare lunghissimi addestramenti di cross o di bicicletta, che la conducevano spesso fino al bordo del circuito automobilistico. All'ora della relazione, il mio sous-lieutenant brave si metteva allora in rivoluzione e mi prometteva spesso di averla, ma sfuggivo sempre in extremis ai suoi interventi. Tenendo conto delle mie prove psicotecniche e dei fabbisogni di sous-officiers nel mio reggimento d'incarico definitivo, non ebbe anche il piacere di proibirmi l'accesso a questa categoria, benché mi comunichi allora che la aveva notata tutt'al più bassi di ciò che gli era permesso di fare.

La mia fanfaronata non aveva limiti e ne ero stupidamente fiero. Dopo avere ricevuto la categoria di maréchal delle case, cioè sergente, fui trasferito alla caserne Reuilly a Parigi, in un reggimento di posto militare, in cui io vissuti il mio solo fine settimana intero nelle zone militari di tutta la durata del mio servizio. Occorre dire che alla fine di settimana precedente, avevo lasciato intendere al mio capo di corpo che mi rifiutava il mio permesso, che sarò partito con o senza la sua autorizzazione. Non aveva realmente apprezzato che metta le mie parole ad esecuzione, ed anche se lui non mi avesse promesso nulla in cambio, tuttavia mi aveva fatto regali di dieci giorni d'assenza semplice per assenza illegale un giorno di grandi manovre.

Il mia insoumission e le mie fanfaronate potevano portarlo in un estremo come nell'altro. Così durante il mio soggiorno in questa caserne, preparai un guet-apens che ritengo ancora giustificato oggi, verso il mio adjudant di garage ed al suo omologo delle cucine. Uno si serviva da parti dell'esercito a avere un colloquio il suo veicolo personale e spesso quelli dei suoi amici, come l'altro faceva quasi apertamente commercio dei prodotti alimentari al detrimento dei prodotti alimentari degli uomini di truppa.

L'imboscata che loro tesi allora, abortì dopo questo permesso famoso non permesso di cui vi hanno appena parlato. Con misura “disciplinare„, fui dunque trasferito in una caserne della NATO a Fontainebleau. Un palace, un sogno, una vita di castello… Senza troppo estendersi su dettagli che non hanno nulla molto di glorioso, celebrai “la chiglia„, lo stesso giorno e con tutti i miei amici americani, che li celebravano così- la partenza della Francia, il 28 febbraio 1967. Oh! La nostra testa il giorno dopo!

Occorre tuttavia che preciso affinché non facciate distorca strada, che dietro questa vela, questo artificio di io stesso, c'era quello il cui autore che ho molto gradito diceva: “Ci si trova solo„ di Jacques Brel. Ero molto spesso quello, anche se io avere sempre l'atteggiamento opposto. Solo, da qualche parte nel mio cuore, lo ero, anche se cercassi di provarmi l'opposto con questa forma di turbinio che vivevo per convincersi che esistessi.

Con la fine del mio servizio militare, questa solitudine interna diventò del resto soltanto più pesante, poiché mi occorse riprendere il mio lavoro di fattore nell'ufficio in cui lo avevo lasciato.

Se mi integrai meglio un po'questa seconda volta, non fu tuttavia a causa del miglioramento dell'ambiente, bensì più a causa del mio adattamento spiacevole alle depravazioni di questo mondo. È spesso purtroppo la progressione di molto.

Da che ho iniziato a scrivere, mi interrogavo a volte, perché non vi avevo ancora parlato di Michel, il mio migliore amico d'infanzia. Aveva alcuni anni di meno che, ma fu tuttavia spesso un riferimento per me, così potuto esserlo anche il mio fratello. Ci fu tuttavia una differenza tra questi due tipi di riferimenti. Credo che io scelti sempre di seguire le cattive immagini che potevano lasciarmi Jean-Claude, anche se ne avesse come ciascuno molte buone, così- Michel, non credo che ne rappresentò molte cattive. Penso che vivesse una fede sana in Christ, almeno sul periodo dove ci conoscemmo, ed a parer mio, questo spiega ciò. In questa primavera 1967, mentre noi non incontravamo già più molto, fu senza la conoscenza, all'origine del giro soltanto la mia vita andava prendere allora.

Aveva un cugino più vecchio di lui di una decina di anni, che abitava Parigi. Nella sua adolescenza, questo cugino Guy era più volte venuto a passare le vacanze presso suo zio e la sua zia, i nostri vicini macellai. Aveva in seguito iniziato a fare raduni stradali su una 403, ed era diventato pilota professionale a NSU. Fu lui anche, certamente un po' all'origine della mia passione per la corsa automobile, che andava crescente da molti anni. Se ricerco un po'in me, questa passione doveva essere embrionale dal 1960, l'anno dove avevamo avuto l'opportunità di andare per la prima volta alle 24 ore del Mans con papà. Ero alcune volte andato da Guy per incontrarlo, ma era sempre per supporti e con valgono. Il suo coniuge gli comunicava la mia visita, e ne restavamo là. Non osavo più troppo chiamare per timore di sembrare importun, ma che corre giugno 67, io gli telefonai ancora una volta a caso. Quale non fu la mia sorpresa, quando mi annunciò un avviso che due dei suoi amici avevano fatto apparire nella rivista “scappamento„ che richiede un pilota, e che mi propose di andare vederli a Rennes, presentandolo da parte sua. Ne feci né una né due, non andai lavorare quel giorno e preso la direzione di Rennes il cuore pieno di gioia.

Fui molto bene accolto da due carrossiers di mestiere, che avevano montato una piccola stalla di corse. La formula 3 ne non era  mentre ai suoi primi anni d'balbutiement. Avevano già corso gli anni precedenti, e si erano ricostruisce ciascuno il loro monoplace quell'anno. Mi proponevano dunque di mettere a mia disposizione la loro prima realizzazione, e dopo avere ricevuto la mia licenza, di cominciare il 15 luglio al Mans. Non essendo completamente ignaro del lavoro di carrozzeria, a causa della riparazione del Panhard fra l'altro, lo prendevano come apprendista con loro, cosa che permetteva di prevedere un gruppo saldato.

Mi sarei certamente meglio visto in un'automobile coperta, che in questo piccolo sigaro verde, ma contratto stipulato. Ero soltanto a tre mesi della mia maggioranza, venti ed un anno all'epoca, ciò sarebbe dunque, pensavo -je, soltanto una formalità presso i miei genitori per ottenere la loro autorizzazione necessaria su richiesta di licenza.

Credo che il piccola Dauphine che avevo bene rifatto alcuni mesi prima con il suo motore di 1093cm3, non rotolò più, ma volò. Come al mio ordinario, per riprendere l'espressione di un amico di lione, essa dovuto ritornare il piede nel faro diritto. Ero allora convinto che tutto andasse attaccare, anche se ciò mi sembrasse così tanto inaspettato.

Risalii dunque immediatamente a Parigi, diedi la mia dimissione ai PTT ed arrivai abbastanza tardi la sera nei miei genitori. Al momento dove io superati la soglia della casa il mio entusiasmo cadde: Non avevo riflesso come presentare loro la cosa…

Occorre dire in anticipo, per quello che vissuto non quest'anni là, o di troppo lontano per ricordarsi, soltanto le stagioni di formula 1 sessantasei, ma soprattutto sessanta sette furono segnate dalla scomparsa di tanti piloti, che l'opinione pubblica iniziava a commuoversene. Arrivavo dunque ai miei genitori, tardi la sera all'improvviso, annunciare loro che avevano appena lasciato una situazione stabile nella quale mi ero impegnato quasi sette anni prima, per entrare nello sconosciuto e che più è rischiare la mia vita ogni giorno: capite che non fui molto fiero a questo momento! Certamente alla mia pratica, -je avevo conservato un atteggiamento désinvolte e che sorride, ma io credono di ricordarlo che le mie spiegazioni non andavano molto più lontano di un balbutiement minabile.

Dopo un tempo di riflessione, ogni un piccolo tempo, essi stessi soltanto che hanno troppo bene fatti il ravvicinamento del settore diretto formulano 3, formula 1, mi fecero capire che volevano tutto per me, assolutamente tutto, eccetto avere la mia morte sulla coscienza. Avevano ovviamente in grandissima parte anticipato una carriera che non sarebbe forse mai esistita, ma era senza rémission: Per avere la mia licenza aspetterei di essere principale.

Fu senza dubbio, seconda grande doccia della mia vita, dopo quella di questo piccolo curato al naso afferrato. Poiché la prima volta restai senza forza, non anche quella di prevenire i miei amici di un giorno della mia defezione. A causa della mia troppo grande rapidità, non avevo più lavoro, il mio entusiasmo di un momento si era volato, e mi trovavo di fronte alle realtà dure della vita. Mi sembra che avessi fino ad oggi vissuto come nell'attesa inconsciente ed inaspettata di questa possibilità, ma mentre la avevo lasciata passare, cosa si restava -il come speranza? Nulla!

Fortunatamente, avevo nel mio villaggio, una piccola amica di cui i genitori restauravano sedie e paillées. Raccrochai un po'a loro, che erano molto piacevoli e li aiutarono nei loro compiti a passarmi il tempo. I miei genitori non mi lasciarono neppure cadere e feci dunque massoneria per loro, della meccanica per altri, un po'di bicicletta, alcune corse, in breve, nulla di che dare una motivazione concreta. Ricercavo bene un'occupazione d'ufficio, che pensa la mia esperienza utile, ma non avevo una formazione realmente adeguata.

Fu a questo periodo che intesi parlare di corsi di formazione professionale per adulti per i quali superai prove durante le quali mi proposero un tirocinio d'installatore meccanico. Questa sola parola “di meccanico„, basta sul momento da eclissare a i miei occhi, tutte le altre particolarità attaccate a questa formazione. Una sola cosa flasha tuttavia ai miei occhi, la possibilità di passare da un tirocinio del primo grado, ad uno del secondo, quindi del terzo. Alla mia questione su questo settore ottenni una risposta abbastanza negativa, ma nessun reale divieto, così non quella di un intervallo di meno di un anno tra due tirocini. Il livello raggiunto era allora circa uguale a vasca più due, se riuscissi di andare fino alla fine. Sapevo che per attuare con successo l'impegno sarebbe stato rigoroso, ma come il più grande dei viaggi comincia sempre con un primo passo, accettai questo primo tirocinio. A partire da questo momento, anche se non avessi mentre una formazione secondaria ben pietosa, io avere due speranze, due scopi ancorati in me, che non facevano in realtà che uno:

1) Sarò disegnatore progettista.

2) Poiché non avevo potuto fare spese automobili al momento o io ne avevano avuto l'opportunità, me le pagherò io stesso.

Fu di conseguenza per me come il mio progetto di compiere i cento quattro venti chilometri a bicicletta, a un po'più di quattordici anni. Io in avere la speranza ferma, la fede. E dio lo permise.

Una sorpresa lo attendeva tuttavia, poiché quando mi resi-conto di ciò che era la professione d'installatore meccanico, io avere veramente l'impressione di essere caduto in un guet-apens. Avevo preso in considerazione soltanto la parola meccanico, ma avrei meglio fatto di prendere in considerazione quello d'installatore. Era meglio certamente di semplice installatore, poiché la formazione era più completa con molte diverse macchine attrezzi, ma dato che per me meccanico voleva dire meccanico auto, avevo ogni falso. La sorte ne era gettata, era troppo tardi per ritornare dietro, feci dunque otto mesi al centro FPA di Orlèans Olivet per questa formazione.

Mi miglioravo anche in altri settori, poiché al volante conducevo di più più in rapidamente, in tecniche di controllo che si raffinavano. La regolamentazione di velocità non era ancora in vigore, ma non andava ritardare a diventarlo. Prendevo la strada per un autodrome, e rispettavo dunque tutte le norme di sicurezza, eccetto certamente le limitazioni di velocità. Mi immaginavo del resto che ciascuno agisse come me, e ciò me valso ovviamente alcuni disinganni. Dio grazie, io avere mai di incidenti molto gravi al punto che ci siano morti.

Uscivo anche sempre più ai balli del sabato sera, per cercare la buona “fortuna„. Non si parlava ancora troppo di ritrovi notturni o di sala da ballo nella mia regione. Da parte mia non andavo ritardare a trovarla la buona fortuna, ma ciò andava essere l'inizio di un lungo calvario di dieci sette anni per me e per essa, senza dimenticare i più sfavorevoli, No. due fili che andavano sorgere della nostra unione.

Era usata anche fra - in presa in che i miei genitori, e la avevo scorta che si rende al posto dopo il suo lavoro, poco tempo prima della nostra prima riunione. Non lo aveva certamente lasciato indifferente, ma nulla si sarebbe verificato tra noi se non lo avessi trovato alcuni giorni più tardi al ballo dei re di quest'inizio di anni 68. Sympathisâmes immediatamente, ed andammo anche un po'più lontano molto così rapidamente, ma fino allora nulla di anormale per ciò che vivevo all'epoca. Verso inizio aprile penso, mi annunciò quale era incinto. Non dico allora “alleluia„, poiché all'epoca ciò sfiorar lo spirito, ma fui felici. Andavo avere un bambino, e da qualche parte era molto un bello regalo dopo i problemi di oreillons che avevo avuto alcuni anni prima. Non ero assolutamente deluso di lasciare il célibat, e preso ciò con bonhomie, convinto che mi occorreva ciò me per decidere su una o l'altra delle mie conquiste, ecco tutto. La sorte era caduta “su Annette„, la data del matrimonio fu dunque stabilita immediatamente o quasi.

Alcune settimane passarono in quest'ambiente sereno, durante le quali feci la conoscenza della mia futura bella-famiglia e di alcune delle sue amiche di cui uni del mio villaggio, al matrimonio della quale fummo invitati. Al pasto della sera Annette fu preso di nausee. Avevo già visto la mia sorella due volte incinta, e la mia bella sorella  una volta, non mi allarmai dunque di questo fâcheux piccolo dettaglio, ma tentai di aiutarlo alla meno peggio. Le ore passavano e l'ambiente si riscaldava. Poiché ciascuno Annette era nella gioia, quando improvvisamente un desiderio frenetico di saltare si afferrò di essa. Mi opposi piacevolmente a causa del suo stato, ne non tinge conto. Io voluta ragionarla, continuò… Il giorno dopo faceva uno strato falso.

Fu per me una scossa importante, un ritorno su io stesso. Io presi immediatamente coscienza che ne ero stato molto innamorati fisicamente, ma che non la gradivo assolutamente di un amore vero e sincero per vivere e costruire tutta la vita con essa. Non avevamo in effetti alcun punto comune, nessun' aspirazione comune, non era possibile: Mi occorreva rompere! Avevo sempre temuto la sofferenza degli altri, e là piuttosto che di incontrarla di fronte a faccia per informarla delle mie intenzioni, per codardia di dovere sostenere i suoi carichi, io commessi allora il bévue di scriverle la mia decisione. Alcune sere più tardi, arrivò da me in strappi, ovviamente disperata. Ero già debole dinanzi alla sua confusione, quando la mia famiglia che interpreta il mio atteggiamento verso essa come una semplice disillusione, una semplice mancanza di perdono, che pensa bene fare, raggiunse la sua posizione.

Questa giovane donna il cui padre era alcolico molto ad alto grado, aveva genitori vecchi e quasi poveri. Abitava da loro, in una casa che aveva passo di taudis in relazione del suo ambiente immediato. Io avere certamente degli remords così-a noi due, ma a causa della sua vita di rifiuto, questa disgrazia quotidiana quale viveva da anni, io me sentiti non il diritto di metterla maggiormente alla divergenza. Io annate mentre se lo abbandonassi, tenendo conto pensavo -je dell'immagine che avesse uomini attraverso suo padre, essa non se ne rimetterebbe. Io pus allora permettermelo, ed in un disperazione profondo, come per sacrificio, mi lasciai piegare, dico sì. Eravamo ad un mese del 22 giugno 1968.

Durante le quattro settimane che le separavano dalla data fatidique, io crudi che una confusione sarebbe arrivato. Non era possibile, finirebbe bene per avvenire qualcosa? Un tremito di terra, ciò che sa? Più il tempo passava, più mi trovavo preso alla trappola, più la mia angoscia cresceva, ma non avvenne nulla. Nulla a che questo giorno inevitabile che si avvicinava inesorabilmente… Ed arrivò!

Fu per me “il giorno più lungo„, come nella pellicola dello stesso nome, un giorno che ne non finisce allora di passare. Un giorno senza sole! Una notte senza luna! Nonostante i sorrisi che cercai di fare in relazione a ciascuno per non sprecare loro la loro gioia, l'emergenza era tutt'al più profonda del mio cuore, implacabile, inesorabile…

Aveva avuto un giorno dopo, poi due giorni dopo, poi…

Aiutato da tutte queste buone idee “soixante-huitardes„, io riusciti di convincerlo che mi basterà essere conciliando e pieno di buona volontà a raggiungere la felicità. Non conoscevo certamente la parola di saggezza che avrebbe potuto procurarmi la lettura della bibbia santa in (1 corinzi 13-1): Quando parlerei le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho l'amore, sono il bronzo che risuona o un cembalo che echeggia./

Ero con tutta la mia buona volontà umana, soltanto questo bronzo, questo cembalo che echeggiava. Io messi dieci sette anni prima di capitolare, dieci sette anni di sofferenze per uno e per l'altro. Dieci sette anni per vedere dove conduce la buona volontà dell'uomo che si affida nell'uomo, in sé stesso. È in sua vanité d'uomo che si crede evoluto.

Tutto non andava ovviamente essere così negativo come la constatazione di fallimento finale che sono brio di descrivere, poiché vi mettemmo molta buona volontà da ambo le parti . Soltanto ecco, quando uno compieva uno sforzo nel senso che pensava bene per l'altro, l'altro non lo riceveva MAI come buono per lui.

Certamente Annette lo gradiva? Certamente la resi -je estremamente infelice con i miei comportamenti, con il sue incompréhensions di me e forse di essa stessa? Credo in ogni caso che culpabilisa spesso, pensando che non fosse all'altezza. Oh! All'altezza, come io non rischiava esservi all'altezza, lo capisco meglio oggi ancora molto che ieri. Non avevo voluto respingerla, pensando che non se ne rimetterebbe, che rifiuterebbe definitivamente gli uomini, a causa dell'immagine che aveva all'epoca di suo padre. Era vero secondo un ragionamento umano, poiché degli argomenti di complessi, ne aveva, e ne aveva ancora, ma io posso garantirli che al suo posto ne avrei avuto certamente più che essa. Soltanto come me dicevo -je, non metteva la sua fiducia in dio. Fu bene il nostro errore più grezzo, forse anche la sola.

Che dio la benedica, poiché credo che vogliamo benedirci tutti. Ciò che non vuole, per noi proteggere dell'orgoglio, è che lo facciamo per noi-anche. Lui agisce per amore per noi, poiché è amore. Per noi, anche l'amore può diventare una trappola, ma vi ritorneremo insiemi se dio lo vuole.

La vita continuava inesorabilmente con i suoi buoni ed i suoi cattivi lati. Tra le settimane successive terminai il mio tirocinio d'installatore meccanico in modo brillante e fui assunto a causa di ciò, come installatore outilleur ad una trentina di chilometri di nei miei genitori. Affittammo per mettersi, un piccolo forniti nel villaggio di Condé su Huisne, situato a metà strada del mio lavoro e di quello di Annette. Formavamo, mi sembra, l'immagine della giovane coppia standard, anche se tutte il incompréhensions reciproci andassero sorgere rapidamente. Di quale giovane ha accoppiato non sorgono quest'incompréhensions?

Il mio salario non era più mirobolant ed i nostri svaghi non erano numeroso. Feci ancora alcune spese ciclistiche, ma molto rapidamente mi resi conto che il mio addestramento lasciava desiderare. Diventava sempre meno compatibile con le mie altre motivazioni, tanto più che Annette era nuovamente incinta e viveva molto difficilmente questa nuova gravidanza. Inizio sessanta nove, io ripresi dunque non una licenza, ed abbandonò questa passione che détrôné da altri.

Ero ancora soltanto installatore outilleur, ma fidarsi di esserlo, poiché cella rappresentava per me la prima marcia del podium che lo avrebbe condotto al successo. Ne ero forse anche un po'troppo fiero, e ciò andava giocarmi alcuni giri. Lavoravo allora con due colleghi molto più esperti di me, ma non mi nascondevo presso loro, il piano di carriera che mi ero tracciato ed al quale lavoravo di strappo piedi ogni sera, e soprattutto ogni notte. Più i mesi passavano, e più percepivo inconsciemment che il più vecchio dei due era come un pericolo per me, ma con il mia naïveté dell'epoca, io ivi presi non guardia. Non avevo assolutamente alcun'intenzione di inserirsi nella gerarchia di quest'impresa, ma lui si percepiva probabilmente come pericoloso per la sua carriera, cioè l'uomo da abbattere.

Sei mesi fa che lavoravo in quest'impresa, ed anche se non fossi il più specializzato nel mio lavoro, mi sembra che fino allora non fossi troppo male considerato. Quest'uomo, che tiene le funzioni di capo di gruppo, intraprese un giorno di fare sistemazione nel seminario, e trovò per occasione una panoplia di rubinetti a mano che non servivano più affatto, sostituiti da allora a lungo da rubinetti macchina. Piacevolmente me li propose, ed in mia naïveté, flatté. Lo consideravo come un responsabile dell'impresa, li accettai dunque con molti ringraziamenti, senza rendermi conto che questo era fatto oltre a qualsiasi legalità. Alcuni giorni più tardi, per una futilità di cui non ho più memoria, ero gettato fuori come uno sporco, come un ladro. Mi ero fatto avere come un grande nigaud accettando questo “regalo„ avvelenato, e non avevo dunque più lavoro.

Essendo alcuni giorni dopo, Annette in sentenza di malattia e me laureato, lasciammo dunque il nostro alloggio diventato inutile e costoso. Ci installammo nella piccola casa che aveva funto da seminario quasi nei miei genitori, ed in che entro tempo avevano bene rinnovato. Ciò permise ad Annette di beneficiare della prossimità dei miei genitori durante tutto il resto della sua gravidanza molto difficile, la sua mamma non avendo la salute per aiutarla ed il loro alloggio essendo troppo piccolo per prevedere tale soluzione. I miei bei-genitore ebbero tuttavia la possibilità in questi momenti là, che sia attribuito loro dai servizi comunali, molto un bello piccolo padiglione nel quale tutta la famiglia felice, afféra a traslocarli. Si rallegravano tutti due della loro bella piccola casa in un bello piccolo giardino, quando la salute della sua mamma peggiorò. Da quando la conoscevo, mi rendevo bene conto che non andava normalmente, un poco e una persona ubriaca, mentre non beveva. Soffriva per mali di testa atroces e fu ospedalizzata a causa di una tensione iper eccessiva, ventotto, trenta. Il medico li affermava tuttavia che non era così malato che non lo lasciava intendere, che giocava la commedia, che le sue perdite d'equilibrio erano soltanto simulazione e che occorreva indurrla ad andare maggiormente. Noi che eravamo giovani ed affidanti nella medicina, lo credemmo, e con tutto il rispetto che dovevamo alla mamma, ogni volta che noi in eûmes l'occasione, andammo ovviamente in questo senso, allo scopo “di stimolarla„. Un pomeriggio di giugno sessantanove, passammo rendergli visita all'ospedale, ma riguardo al suo stato, non osammo neppure prodigargli il tipo “di incoraggiamenti„ soltanto noi avevano creduto giusti. Il giorno dopo mattina quando vi tornammo, era morta di un tumore al cervello. Era scaduta sola, senza la presenza di un essere costoso al suo lato del letto. Fummo uno e l'altro molto ne afflitti.

Provammo tutti due uno risentimento profondo nei confronti di quest'uomo che conosceva ovviamente la situazione, e che ce l'aveva nascosta. Non so quale ragione lo aveva condotto a renderci spietato verso questa donna, questa mamma che gradivamo molto. I remords del nostro errore non fecero che aumentare il nostro dolore ed in particolare quella di Annette, ma anche del mio suocero. Penso che culpabilisa ancora più del suo stato di dipendenza completo dell'alcool per il quale era ordinato, e si credé allora atto a restare solo da lui. Otto a quindici giorni più tardi, poiche'questa culpabilité la aveva portata soltanto a bere maggiormente, occorse rendersi evidentemente. Annette era ad alcune settimane di partorire, e da tempo incapace di bastarsi a essa stessa, un carico tale che la sorveglianza di suo padre era impossibile e ci decidemmo di metterlo in casa di pensione.

Il tempo dei dolori e della consegna era arrivato per essa. Il ventinove luglio 1969, giorno mémorable durante il quale l'uomo pose il primo piede sulla luna, i miei primi figli sorsero. La sua mamma voleva chiamarlo Samuel, il suo papà Igor, privilegio fu dato alla mamma. Era un bello grandi poupon ben peloso così marrone come i suoi genitori, che combiniamo rapidamente abituare a viaggiare. Quindici giorni dopo la sua nascita, prendeva già la sua prima ciotola d'aria dell'ampio sulla spiaggia di Portivy, vicino a Quiberon dove étrennions con i miei genitori il loro caravan fringuant nuovo, che avevano comperato vuoto e che avevamo sistemato con mio padre.

A attraverso mio resoconti, forse appuntamento non li conta che le mie attività iniziavano a diventare eccessive. Se ci avesse stato in effetti soltanto l'installazione di questo caravan oltre a tutti gli eventi che avevamo appena vissuto in alcuni mesi, traslochi, decessi, nascita, ciò sarebbe stato concepibile. Dal mio licenziamento d'installatore lavoravo tuttavia sessanta ore alla settimana in un'occupazione di preparatore in chaudronnerie, e restauravo veicoli infortunati, per acquisire macchine recenti che non avevo i mezzi per comperare in buono stato. In poco più di un anno, ne ero al mio secondo veicolo ed alla meno peggio continuavo sempre i corsi per corrispondenza. Inutile di dirvi che i miei giorni erano già bene riempiti.

Un po' più di un anno era passato dall'uscita del mio primo tirocinio, e secondo la pianificazione che mi ero fissato, in settembre o ottobre 1969 entrai in tirocinio di disegnatore d'esecuzione, sempre ad Orlèans. Mi trovai dunque in paese di conoscenza, un piede posto questa volta sulla seconda marcia del podium. Lavorai nuovamente assiduamente, ma senza tuttavia produrre la quantità di lavoro che alcuni fornirono, poiché il successo iniziava ad essermi familiare. Avevo sempre avuto un prédisposition naturale per il disegno industriale, cosa che mi permetteva di uscirne anche brillantemente che dal primo e con contro - colpo, trovare un'occupazione immediatamente alla mia uscita. Il lavoro affluiva ancora a quest'epoca e benché io avere non una grande esperienza d'ufficio studi, dopo alcuni mesi d'interim a Parigi, mi trovassi promosso tre livelli sopra il mio diploma, cioè studio due. Avevamo ovviamente traslocato ed eravamo venuti ad abitare piccolo fornito due parti via di Bagnolet, nella ventesima zona. Era realmente piccolo questi due parti cucina, faceva al totale soltanto ventuno metri quadrato di superficie abitabile, ma dava su un giardino pubblico della via dei Pirenei e rappresentava quasi la campagna a Parigi. Ci fu reso tanto più piccolo in quanto li occorsero a partire da questo periodo alloggiare il mio suocero sei mesi all'anno. Avevamo bene provato a metterlo in casa di pensione, ma dopo alcune settimane di vita pacifica, la tentazione dell'alcool si era manifestata nuovamente. Ne era molto infelici, ma come per ogni persona che arriva a quest'estremità, era più forte di lui. Finché aveva bevuto solo ed aveva rientrato alla meno peggio alla sua camera, non avevamo avuto troppe difficoltà. I veri problemi erano cominciati quando aveva trascinato gli altri a fare allo stesso modo, allora di casa di pensione in hospice, noi avevano finito per optare per la soluzione di prenderlo a sua volta.

Lo era sempre sembrato che sarebbe l'uscita normale. Restò dunque con noi sei mesi all'anno, fino al suo decesso nel 1977. Durante questo periodo, e nonostante il suo handicap dovuto all'alcool, mi portò molti consigli in massoneria che io messi in pratica nei miei genitori. Era stato in effetti molto un buono muratore prima di cadere nella malattia a causa della bevanda. Era un uomo molto piacevole, molto pacifico, per che i soli argomenti di conversazione erano la guerra dove era stato fatto prigioniero, e la massoneria. Portava un nome ebrei, Lazare. Non so se ciò aveva una relazione con la sofferenza che sembrava avere sopportato, poiché la condizione umana non la aveva salvata. Beveva certamente, ma poiché uno slogan diceva alcuni anni fa: “I genitori bevono, i bambini brindano! „ Aveva fatto parte di questi bambini che in particolare avevano brindato soltanto di altri. Nella sua gioventù, spesso aveva in effetti dovuto dormire con il coltello sotto il cuscino per proteggere la sua madre e, degli eccessi di rabbia etilica di suo padre. Mi conserverò dunque bene di giudicarlo, mesi che avere la possibilità di avere molto, molto meglio.

In questi piccolo due parti, avevamo dunque poco posto, ma il nostro bambino Samuel spingeva bene, ed era bene il principale. Altrettanto era stato marrone alla nascita, altrettanto era allora diventato biondo. Una cosa non cambiava, era sempre così piacevole! Potremmo dire che allora, formavamo quasi una famiglia normale. C'erano naturalmente cime e nature basse, ma nulla di anormale!

Ero -je ancora un po'secondo dio? Agivo -je ancora un po'secondo lui? Credo ancora un po', fino a questo periodo. Già molti anni fa che non volevo più lo ammettere, molti anni che blasphémais, che respingevo dio e tutte le religioni alle quali lo assimilavo. C'era ancora tuttavia una piccola parte, ogni una piccola parte di me, che si appendeva ancora a lui, che rispettava ancora i suoi ordini, i suoi precetti, benché alcuni dei miei atti la portassero già ad alcuni sregolamenti.

Credo che attualmente, dio mi tendesse ancora là mano prima di lasciarmi andare dove avrò voluto. (Ebrei 3 - 7/8) ci dice: È per questo che, secondo ciò che dice, il santo-Spirito: Oggi, se intendete la sua voce, non indurite i vostri cuori, come in occasione della sommossa, il giorno della tentazione nel deserto./

Ero già nel deserto spiritoso, io indurito il mio cuore ed iniziai a vivere secondo i miei precetti. Ma lascia -moi dirvi ancora questo versetto che traduce bene ciò che andava me arrivare successivamente, a causa precisamente del mio rifiuto di seguire i precetti di dio. (Deuteronomio 28 - 28) l'eterno lo colpirà da delirio, di ciecamente, di déraison e tâtonneras in pieno mezzogiorno poiché il cieco tâtonne nella obscurité…/

Osserviamo insieme come io induriti allora il mio cuore ai precetti di dio, e come lo caddi dunque in ciecamente.

Recentemente essendo assunto in questa funzione di disegnatore, avevo soltanto pochi congedi a prendere in questo anno settanta. I miei genitori rendendosi in vacanze in Bretagna a Portivy, Annette partì dunque con loro per dare alcuni tempi d'aria piena a Samuel. Non c'era in ciò nulla più di naturale, ma per me che restò solo a Parigi, ciò andava purtroppo essere la mia prima occasione d'adulterio. Un'occasione di caduta oltre a tutte le altre, e caddi dentro. Non vi caddi del resto per occasione, bensì perché tra i giorni che precedevano io avevano fatto affidamento in ciò un grande momento di libertà, per il quale avevo bene causato, e la partenza di Annette, e l'atto stesso.

Mi rendo ovviamente conto che le cose oscillarono per me fin da questo momento. Con quest'atto di troppo, ero diventato agli occhi di dio, questo bambino che voleva vivere secondo le sue leggi, i suoi precetti, nel quale andava lasciarlo inserirsi. Io non voluti da parte mia più nulla rispettare di ciò che avevo fino allora ricevuto da lui e per essere tappato andavano esserlo. Con quale altro mezzo, il signore avrebbe potuto un giorno riportarlo a lui? Se non mi avesse lasciato inserirsi sufficientemente, -je avrebbe come potuto un giorno averne abbastanza della adversité che andava aprirmi gli occhi sull'utilità di seguire i suoi precetti? Ma non andiamo troppo rapidamente!

Il primo evento che segnò questo ciecamente, arrivò tra due posti di lavoro provvisorii. Percorrevo i piccoli avvisi, quando improvvisi mi lasciai sfidare con questo tipo di proposta prendo nigaud, “diventate rapidamente millionnaire „. Il pomeriggio stesso, saltai nella metropolitana, e mi resero alla conferenza annunciata. Sulla buona ventina di nuovi che eravamo, bene poco si fecero avere dal sistema palla di neve proposto, molto conosciuto e proibito. Vi vivo da parte mia soltanto del blu, e trovai anche i contradicteurs ben stupidi non di sapere cogliere l'occasione di un sistema vietato, che portava la possibilità di diventare ricco rapidamente in qualsiasi legalità. Immersi dentro testa abbassata! Purtroppo per me, non c'era acqua nella piscina. Aie! Aïe! Aïe! Quale gamella!

La sera stessa, ero già alleviato di mille franchi, mentre non dovevo guadagnarne più di due o tre mille al mese all'epoca. Non avevo tuttavia timori, poiché nella mia stupidità: “Sapevo„ pertinentemente che si trattava soltanto di un investimento a breve scadenza che sarebbe stato molto rapidamente ammortizzato dopo alcuni avvisi simili a quella alla quale avevo risposto. Quale hérésie! Avrebbe occorso per ciò che mi restano in primo luogo alcune centimes in tasca per passarla quest'avviso, ed in secondo luogo, che arrivo a convincere qualche piccione ancora più ingenuo di me di farsi cogliere. Un vantaggio era tuttavia ricevuta e me soddisfaceva particolarmente, il luogo di riunione era vicino al Sacro Cuore, del lato di Pigalle.

Iniziavo in effetti ad aspirare sempre più a desideri non sani e mi rallegravo dunque di questa posizione. Di più rotolavo molto, ciò neppure non era fatto per dispiacermi. Durante quattro mesi, feci in effetti quindici mille chilometri in Parigi ed il suo sobborgo per mie alcune necessità personali, ed andare fare del porta a porta, ma su tutti questi chilometri, ne ce ne fu una maggioranza per le necessità “dei capi„ che non avevano veicoli e che avevo pagato per unirmi a loro. Non! Lo direte, non è possibile che ciecamente sia stato fino a questo punto? Ma se! Ma se! Allora lo direte ancora, dove hanno trovato il denaro? Eh bene ne presi in prestito! Eh sì! Mi indebitai perché coloro che prendevo allora per caïds, vadano ad ogni pasto, mangiare ad otto o dieci nei pizzerias o altri ristoranti del boulevard di Clichy. Io durante questo tempo, se avessi uno o due franchi in tasca, comperavo un pezzo di pane o i grandi giorni un corno di schegge.

Mi occorsero quattro mesi di questo regime, prima di comprendere la mia hérésie. Ah! Come neve al sole, avevano fuso i miei progetti d'acquisto di una barca con spiaggia di bronzage e due grandi motori inbords. Vi garantisco che io topo delle mie niaiseries scrivendo tutto ciò, poiché misuro realmente a dove può andare ciecamente, per l'uomo che mette la sua fiducia nell'uomo, in sé stesso.

La cosa non andava fermarsi là, poiché un male molto più grande guettait allora, e non riderò di quest'ultimo raccontandoli. Il primo non aveva ovviamente sistemato la famiglia, l'altra andava non soltanto distruggerlo a piccolo fuoco, ma andava portare la mia vergogna a tale grado, che ancora oggi avrò, lo so, un molto male a riportarvelo. Credo tuttavia che il signore mi chieda di farlo, allora io mi inclinerò.

Se con questa prossima prova, posso in effetti fare prendere coscienza, sarebbe -ce soltanto ad una sola persona, dell'errore nel quale essa stessa è forse caduta, allora io saprò che non era inutile. Non sono di natura diversa da chiunque, certo diranno di avere fatto cento volte peggiore e di altri passi il centesimo… Purché nessuno non si privi tuttavia della grazia di dio in Gesù, che ha versato il suo sangue per qualsiasi pescatore che repent, indipendentemente dal suo difetto. Osserviamo insieme con quale stratagème, il nemico andavano attirarlo nelle sue reti.

Verso l'autunno, io che aveva allora completamente respinto la possibilità che dio esisté, che Gesù abbia potuto essere qualcuno di diverso che un extra terrestre, andavo cadere in una trappola nella quale purtroppo molti altri, in modo o di un'altro suono caduti, ciò lo ho verificato. Per me ci furono conseguenze di un tipo, per altre ciò ne sarà stato di un tipo diverso, poiché il nemico dei nostri cuori li intrappola sempre dove siamo i più deboli.

Atterravo dunque di questa pazzia morbida di arricchirla facilmente, e trovai due settimane di lavoro in un ufficio studi in petrochimica, intorno al posto Pereire nei dieci settima zona. Durante tutto quest'interim, restai solo con altri due disegnatori che avevano a parer mio conversazioni strane. Tutto il giorno o quasi, parlavano della teoria del padrone, dell'uscita del loro corpo, di viaggi astraux, e ne passo.

A quest' epoca non ero assolutamente sfidato dallo spiritoso, eccetto eventualmente per fare la critica di ciò che non conoscevo. Io loro presi inizialmente per matti mistici, ma poiché sono sempre stato di una natura curiosa che rifiuta l'ignoranza, cominciai ogni giorno a tendere l'orecchio poco più. Credo del resto che ne facessero un gioco. Dopo alcuni giorni, non tenendo più, iniziai a chiedere loro alcune precisazioni. Mi parlarono allora di un moine tibétain…, del trasferimento del suo cuore in un altro, del terzo occhio…, altrettanto dire senza ambagi, che fu non soltanto dell'tibétain per me, bensì del cinese. Da solo la parola “cuore„ di cui avevo inteso parlare soltanto al catéchisme, basta allora a farmi rifiutare molto di un blocco. Conservai in memoria soltanto questi nomi strani, “terzo occhio„ e “Lobsang Rampa„. Molto tra voi non vedono ancora dove voglio arrivare, è per questo che vi chiedo ancora un poco di pazienza. La rete era tesa, ma andava essere lungo a richiudersi. In ciò il nemico è più paziente di noi.

Verso questo stesso periodo, più o meno stancato dell'instabilità procurata dal lavoro interimale, trovai un'occupazione in posto fisso in provincia. Lasciammo dunque Parigi, e venimmo ad abitare affittato nella Sarthe, in cui si alzano buoni polli. Da parte mia, ero piuttosto del tipo piccione.

Il nostro piccolo fornito parigino di due parti cucina ed i suoi ventuno metri quadrato di superficie abitabile, si trasformarono improvvisamente in grande HLM vuoto di cento venti metro quadrato. È inutile dirvi quanto quest'appartamento poteva sembrare vuoto, con per soli mobili un vecchio tronco in vimine. Sarebbe stato possibile confonderlo con un tracciato di danza, era realmente molto armonioso. Non ci occorreva tuttavia fare sistemazioni inconsidérés dopo tutti i miei cattivi investimenti ed il mancato profitto dei mesi precedenti, se vogliano partire in vacanza l'estate seguente. Non avevamo più un centime in tasca, e facemmo dunque con il poco di cui disponevamo, senza lasciarci abbattere. Mi trasformai in carpentiere e costruii un sala che fu prevalso al giornale sistema D, cosa che ci rimborsò l'investimento iniziale.

Dopo alcuni mesi di lavoro, queste vacanze arrivavano, quando io ricevuti una convocazione per presentarmi in settembre al centro FPA di campi su marna, per seguire un tirocinio di disegnatore di studi in meccanica generale. In tutta la mia dispersione avevo completamente dimenticato la domanda d'entrata che avevo fatto un anno prima, e devo riconoscere che dio stesso aveva preso cura della fede con la quale avevo intrapreso quest'avanzamento. Ciò non fa del resto che sottolineare la sua fedeltà che fa piovere sul buono ed il cattivo.

L'estate venuta, le finanze renflouées, partimmo dunque eroicamente, un mese a Motril nel sud della Spagna. Una volta ancora ci occorse limitare il bilancio, e benché ciò sia allora particolarmente vietato in Spagna, facemmo camping selvaggio. Samuel aveva due anni e cominciava di bene sapere ciò che voleva, quando giocavamo alle bocce, non sapeva dire che una cosa: “Io e Agne! Io e Agne! ». Prima di partire avevamo fatto una piccola misura di libri francesi, di cui una di copertura grena di Lobsang Rampa, la caverna dei vecchi, in mancanza di avere trovato il terzo occhio. Andava essere per me di una chiarezza senza simile, di una rivelazione inaudita. Eccetto qualche “Tintin et Milou„ e mantenendo la bibbia, fu il solo libro che io riletti più volte. La rete del nemico non andava ritardare a richiudersi su me.

Alla ripresa di settembre, ne restai tuttavia là delle mie letture, e passai ad altri obiettivi con la mia entrata in tirocinio. Avevo lavorato molto assiduamente in occasione del primo, un po'meno seriamente al secondo, quanto a questo terzo, io lo preso non veramente seriamente. Occupavo già posti di un livello superiore a quello annunciato dal suo titolo, mi credevo dunque al riparo da un fallimento. In modo cavaliere io presi spesso l'insegnamento pratico di disegno per - sopra la gamba, che porta soltanto alcuni sforzi agli insegnamenti teorici.

Parallelamente a si manca d'investimento personale, ero diventato molto taquin riguardo ai miei camerati. Non voglio dire che non lo fui per niente in anticipo, ma se il mio scherzati sempre fossero restate nel senso di scherzi più o meno divertenti, lo diventarono allora nel vero senso del termine “ di incalzare leggermente per spazientire„. Se mi permetto di ricordare questa definizione della parola taquin, è per riparlarne nella seconda parte. C'era effettivamente in questo comportamento, una trappola della quale il signore la aveva mantenuta finché avevo voluto seguirlo. Dal momento che io voluti vivere dai miei precetti, caddi inconsciemment dentro. Realizzo del resto scrivendo, che pur osservandosi fare, non mi comprendevo io stesso a quest' epoca. Mi sorprendevo di agire così, ma irresistibilmente entravo in questo gioco morboso. Non ero più quello che avevo conosciuto in anticipo. Ne fui un po'punito, poiché terminai soltanto secondo di questo tirocinio di un anno, nonostante tutte le presunzioni che avevo di finire di nuovo primo.

Parallelamente a queste deviazioni naissantes, cominciavo ogni giorno di vantaggio, di cadere in deliri sessuali ed a rammaricarsi del tempo delle occasioni perse. Évertuais gradualmente non a mancare più una sola opportunità di soddisfare le mie passioni, ma avanzavano tuttavia timidamente nel male. Senza préméditer meno del mondo, interpretavo quest'atteggiamento come prudenza.

Alle vacanze seguenti, un anno era passato da quando avevo trascurato le mie “ intelligenti e letture spiritose„. Poiche'le nostre risorse non ci avevano permesso di ristabilirsi veramente, partimmo nuovamente con l'intenzione di fare camping selvaggio, ma questa volta CI in Austria. Samuel aveva tre anni! La montagna era splendida! Avevamo riesce di passare i divieti del camping selvaggio, bensì rapidamente ci rendemmo conto che a causa della precarietà della nostra attrezzatura ed il nostro bambino di tre anni, molte distrazioni ci erano rese impossibili. Proseguimmo dunque fino alle coste iugoslave, e poiché mi sembrò difficile fare camping selvaggio per timore delle rappresaglie, ritornammo finalmente installarsi nella regione di Triestre in Italia. Passo una folla di piccoli dettagli senza importanza come il volo della mia porta - strati e delle mie carte d'identità per trattenere soltanto una sola cosa: Non fummo mai così felici dopo vacanze, di arrivare infine alla casa, così tanto nulla era stato soddisfacente. Conclusione, quell'anno non avevo avuto il tempo di leggere.

Durante tutta la durata del mio ultimo tirocinio, per non traslocare, avevo fatto ogni settimana l'andata ritorno campi su marna, affittato. Alla mia uscita, trovai lavoro non da là, ma alcuni mesi più tardi e bene pochi salari percepiti, quest'impresa la cui onestà non era la principale qualità, erano messi sotto battitura per frodi. Dovevo ancora una volta, mettersi alla ricerca di un posto di lavoro.

È mentre io annate avere infine scoperto il luogo di lavoro ideale in Bretagna, a Quimper! Questa regione rappresentava per me tutto uno universo di sogni con le mie costruzioni di velieri ed i miei soggiorni di vacanze, cosa che la motivò di primo acchito a a installarle definitivamente. Il primo piede appena posto sul suolo breton, mû dalle mie impulsività naturali, e senza attendere alcuni rientri di denaro, io messo dunque alla ricerca di un'occasione immobiliare miracolosa. Io annate averlo situato attraverso un terreno immenso coperto di Landes, situato al vertice di una di queste colline imponenti della parte posteriore paese. Annette aveva a volte manifestato il desiderio di montare a cavallo, allora nei miei eccessi, egli mi sembrò avere saputo scoprire l'opportunità intelligente ed incredibile di costruire un ranch. Occorre dire che dietro quest'idea di ranch, un'altra rivelazione era venuta ad innestarsi ancora più attraente per me. Se il ranch andasse, perché non aggiungergli un ritrovo notturno. Se presto immaginato, così presto messi ad esecuzione. Senza cercare una volta ancora, cioè quali sarebbero le reazioni del mio coniuge, andavo testa abbassata. Come ero ritornato di Rennes alcuni anni prima per avere la notizia ai miei genitori delle buone notizie delle mie future corse di formula tre, ritornai apprendere ad Annette incinta di sette mesi, le buone notizie di una parte delle mie elucubrazioni. Era certamente in migliore salute che alla sua prima gravidanza, ma per farle condividere il mio entusiasmo, la trascinai con un giorno d'inondazione, a fare l'andata ritorno affittato Quimper, cioè quasi sette cento chilometri nazionali poco comodi dello stesso giorno. Presto dalla mattina fino molto tardi alla sera, crapahutâmes per farle scoprire in una tempesta lugubre, sotto una pioggia che batte, la bellezza di questa località meravigliosa coperta di Landes… Cosa incredibile per me, non la interpretò per niente nel mio senso??? Oh! Non esagero nulla credete -moi, ma il mia incrédulité aveva un uguale soltanto il mio ciecamente. In comprensione di ciò che chiamavo all'epoca il malchance della tempesta, andavano tuttavia spesso rimproverarle l'errore che aveva commesso quel giorno, rifiutando deliberatamente tale opportunità. Non mi estesi tuttavia mai sull'idea luminosa di zoppico di notte, anche se fosse stata il motore di una grande parte del mio entusiasmo.

Parallelamente a questo contesto, non accettavo la segregazione che regnava nell'ufficio studi dell'impresa che la aveva assunta, tra il personale di servizio e “intellettuale„. Io presi dunque il mio conto tre settimane più tardi, a causa di quest'anomalia troppo inaccettabile per me. Come potete constatarlo, in un buono come in un cattivo senso, io reagite sempre all'eccesso, ed il cattivo senso prevaleva troppo spesso sul buono.

Alcuni giorni più tardi, trovai un'occupazione in ufficio studi a Pithiviers nel Loiret. Vi arrivai verso marzo settantatre e misi all'hotel, il tempo di trovare un appartamento. Annette era restata ad affittato con Samuel e spetta a questo periodo Igor di nascere. Avevo depositato la mamma alla maternità del Mans una domenica sera d'aprile ed il giorno dopo alla fine della giornata, il parto restavano poco probabile. Sitôt il mio lavoro terminato, non che tiene , ritornai tuttavia presso essa ed avere soltanto il tempo di arrivare per accompagnarlo in sala di parto. Non vi cambiai certamente grande cosa, ma questa volta io avere il piacere di vedere il mio secondo bambino nascere. Era circa ventidue ore questo lunedì 16 aprile 1973, quando nostro piccolo Igor spinse il suo primo grido. Si sarebbe potuto credere Samuel numero due tanto egli gli somigliava ed era anche piacevole.

Onorato della nostra nuova famiglia, aumentata da quest'evento felice emménageâmes alcuni tempi dopo a Pithiviers. Questa città piacevole di Gâtinais andava purtroppo diventare per me un plongeoir di decadenza, un trampolino alla mia confisca morale, anche se i principali incidenti andassero verificarsi soltanto alcuni tempi più tardi. Le vicine non mancavano, ed alla pressione delle mie convinzioni, combiniamo tutti due scivolare verso una forma d'unione libera, che non ebbe mai libero soltanto facoltà sporadiche di avere uno e l'altra maestra ed amant. Se io vissuti sempre da parte mia come un tentativo di libertà, non lo credo comunque che fu lo stesso per Annette. Penso che sia al contrario per essa, più un'autodifesa di una reale ricerca di libertà, ed il nostro disaccordo già forte segnato non fece che crescere di il suo  crisi di gelosia molto comprensibili. Iniziai dunque, a causa di quest'atteggiamento, a ricercare in cachette, “il buone aubaines„ di qualche auto-stoppeuse complaisante per esempio, ogni volta che mi muovevo solo. Causavo volentieri questi spostamenti isolati, ma non andavo troppo lontano nel male. Avanzavo tuttavia nel cattivo senso, e ci furono molte “provvidenze„.

Se ne tenesse soltanto a me, non andrei più lontano in questa prova, poiché provo molte sofferenze all'idea di ciò che scriverò in alcune pagine. Permette -moi di dirvi in anticipo che non è una vergogna che provo quanto a quest'argomento, ma della sofferenza. La vergogna, conosciuti all'epoca e tentavo allora di nascondersene. È certamente per ciò che faccio la differenza. La sofferenza che provo per l'uomo che fui, è la stessa di quanto percepisco per l'umanità in generale di cui faccio parte. La sofferenza della miseria umana che conduce uno ad atti irraisonnés in un senso, l'altro ad atti irraisonnés in un altro senso, un terzo ancora in un altro senso e così via. È per ciò in che gli uomini si entrano - uccidono anziché gradirsi. Uno come me, non sa ciò che lo condusse a fare ciò che feci, l'altro, cosa che lo condusse a fare ciò che facesse ed ancora così via. Attenzione, soltanto nessuno non si inganna, ciascuno resta responsabile dei suoi atti davanti dio e dinanzi agli uomini. Se dico ciò, è che molti esseri umani soffrono in silenzio dei loro propri-errore che considerano essere le loro vecce, ed a causa di quest' errori, di queste vecce, alcuni vanno anche fino al suicidio. Si chiudono allora in limiti di tolleranza eccessivi o all'opposto nell'intolleranza più totale, come per montarsi meglio essi stessi o… Può importa, il mondo soffre finché commette il peccato. Ma ritorniamo alla nostra cronologia più terra a terra.

Per le vacanze andammo quell'anno, raggiungere i miei genitori a Torreilles nei Pirenei orientali. La spiaggia era bella, Samuel approfittava della presenza delle sue piccole-nièces per patauger nella bocca dello Agly, Igor gazouillait, il mio suocero prendeva colpi di sole, eravamo montati in famiglia al supporto Canigou, infine in breve, l'ambiente era buon. Avevo da parte mia molte altre occupazioni, poiché non avrei così non avuto l'impressione di vivere. Cominciavo spesso con il footing matinal, seguito da due o tre ore di caccia subacquea o di balade a bicicletta nei Pirenei. Nella sera facevo pesca alla lenza con papà, ma rimanevo da riempire il pomeriggio. Io rimessi dunque a leggersi ogni volta che Annette ed io andammo con i figli ad una spiaggia naturiste situato non da là. Avevo trovato a Perpignano, tutti questi libri famosi di Lobsang Rampa, eccetto uno che io letti l'anno successivo. Mi sembrarono meno attraenti, meno rivelatori del primo, avendo già dare ragione da tempo a questa teoria. Il nemico dei nostri cuori non doveva effettivamente precipitare la cosa, che attende con pazienza la sua ora, e délectant in anticipo della distruzione che andava produrre a attraverso circostanze future alle quali arriviamo.

Il piccolo villaggio nel quale ero cresciuto era abbastanza distante dal luogo di lavoro dei miei genitori, ed il loro alloggio troppo stretto per riunire la famiglia. Molte possibilità erano state previste per rimediare alla situazione, ma il loro bilancio restava tuttavia ben debole dopo le loro difficoltà degli anni passata per prevedere una costruzione. La sola alternativa concepibile era di fare costruire il grande opera e di realizzare tutto il resto in famiglia. Azionato da uno slancio di solidarietà, ciascuno si impegnò dunque in questa voce e la ricerca del luogo ideale cominciò fin dal nostro ritorno di vacanze.

Non facevamo che iniziare a passare le guaine elettriche nel primo pavimento inizio 1974, quando fummo sfidati da un problema di deglutizione che papà tentava invano di dissimulare. Insistemmo per che prese appuntamento presso il medico, e lo diagnostica non fece che confermare ciò che ciascuno temeva senza osare riconoscerselo, era raggiunto di un cancro molto avanzato all'esofago. Il sei maggio, il giorno del suo compleanno, fu dunque operato al Mans.

Non direi che la legge delle serie esiste, ma è un fatto che lo stesso giorno, io subiti così- io ad Orlèans, un'ablazione delle tonsille. Fortunatamente per me, la mia operazione non aveva alcuna misura comune con la sua.

Durante il mia convalescence, comperammo Peugeot J7 diesel d'occasione, che andavo ogni sere di settimana sforzarsela di sistemare in camping-vettura. I fine settimana, li riservavamo ovviamente alla costruzione dei miei genitori, poiché c'era molto da fare. Papà era tanto indebolito che spesso non poteva soltanto guidarli. Tutti due erano venuti ad installarsi vicino alla costruzione nel loro caravan, affinché papà possa “occuparsi„ i giorni di settimana. Aveva tale angoscia di morire prima che la casa sia abitabile, che si stancò spesso troppo, benché consideri allora fare soltanto molto poco.

In luglio fece un'itterizia, che non era diversa che una ricaduta della malattia. Ancora una volta, credemmo ciò che i medici ci dicessero, sebbene ciò sia quasi lo stesso scenario per la mia suocera alcuni anni prima: Era normale… dopo tale intervento…, non occorreva preoccuparsi…

Partimmo dunque in vacanza in Portogallo con il nostro ogni nuovo camping-vettura che aveva passo molto fiero per l'epoca, senza preoccuparli della malattia di papà. Igor, molto marrone alla nascita, era diventato anche blondinet che il suo fratello e faceva dei quattro-gamba nella sabbia. Samuel, così-, étrennait il suo primo elettrofono con “Ah! Ho visto, ho visto! Compère cosa hai visto? Ho visto una rana che faceva la sorveglianza, e sabre al lato. Compère mentite! ».

A attraverso totalità il mio resoconto, certamente appuntamento non realmente li conta che nella coppia tutto si deteriorava inesorabilmente, poiché fuori è vero che potevamo passare per una famiglia felice. Le discussioni erano tuttavia sempre più frequenti e sempre più violente, ed i nostri bambini iniziavano già a soffrirne enormemente. Da parte mia, ma anche credo per Annette, ci rendevamo conto senza sapere rimediarvi, che No. due piccoli vivevano male la loro infanzia. Iniziammo allora a rinviarci la palla reciprocamente, ed entrammo così in un cerchio infernal del quale non uscimmo mai.

Durante i mesi che precedendo la nostra partenza in Portogallo, stancato di ricevere un salario che giudicavo insufficiente, avevo nuovamente ricercato una nuova occupazione. Al nostro ritorno, entrai dunque in un posto di disegnatore progettista, assistente al direttore del servizio intervista lavori nuovi, in una fabbrica di fasciature, situato a Brionne nella Eure. Questa nuova tappa non andava essere più gloriosa che la precedente, poiché in attesa di trovare un nuovo alloggio, approfittavo purtroppo della mia solitudine per rinforzarsi, non in questa nuova funzione, bensì in tutto ciò che era cattivo. Cercavo in effetto le uscite del mio corpo con i viaggi astraux, di cui avevo letto i resoconti in questi libri famosi di strisciò, ma anche, per conseguenze dirette o indirette, davo in bene più grave umanamente, come nel voyeurisme e l'esibizionismo. Credevo allora di dare prova di libertà… Crederete per tanto, che ero diventato questo personaggio libidineux ed austero, che si cammina sempre in grande strato all'uscita delle scuole primarie. Non! Assolutamente non! Ero al contrario quello che aveva tale doppia vita, che ciascuno mi prendeva per qualcuno molto di bene a qualsiasi livello. Per molto ero anche un esempio… ma quale esempio… Questo mi permette di sottolineare tuttavia, che c'è sempre una parte che dio vede nella vita di ciascuno. Non siamo mai ignobles al punto che il nemico dei nostri cuori vorrebbe farcelo credere, ma è tutto sommato il nostro peccato che li taglia da dio, e nel mio caso tutto era già preparato per permettermi di inserirmi un po'più.

Due giovani e segretari charmantes dell'impresa lavoravano allora in un ufficio accanto al mio, ed una di essa, più cortese era anche caduta nelle stesse trappole spiritose ed umane. Aveva circa la mia età e credo ora, che anche in questa vita di vizio, il signore ci preservi uno e l'altro di errori con troppo irreversibili. Ogni volta in effetti che proiettammo contatti più avvicinati, vedere molto avvicinati, delle circostanze ne ne impedì. Ne fui già profondamente sfidato all'epoca tanto la cosa fu ripetitiva, ma la attribuii allora alla malchance.

Fine settantaquattro, la salute di papà che era sembrata migliorarsi qualche Pau, iniziarono a deteriorarsi nuovamente molto sensibilmente. Abitavano tutti due la loro nuova casa ancora un po'in cantiere, ma è quasi una gioia di ricordarsi quanto ne erano felici. Nonostante la debolezza di papà, inizio dicembre, riuscirono alla meno peggio a venire a renderci visita. Il viaggio era lungo di cento dieci chilometri, allora piuttosto di quanto di prendere coscienza della realtà sul suo stato di debolezza, vedemmo in questa “impresa„ un incoraggiamento da credere nel suo ristabilimento vicino e definitivo. Nulla non ci sembrò più naturale dopo tale intervento. Volevamo così tanto credere a ciò che avessimo detto i medici che eravamo di nuovo completamente tappati sul vero svolgimento della malattia.

Fu un zio che ci aprì gli occhi, inizio gennaio. Misurammo allora tutta l'atrocità immensa della situazione ed azionata dalla sofferenza del disperazione, ci appendemmo a ciò che credemmo appena. Vedo in ciò una similarità con la mia nonna che si appese affinché credi bene di proteggere la sua figlia. Per noi non era lo occultisme, ma mi procurai il trattamento del medico Solomidès e parallelamente trovammo un infermiere che accettò di iniettare il trattamento.

Non sono ovviamente qualificato per attestare del valore di questa medicina che era venduta sotto forma di prodotto veterinario. Non sono neppure qualificato per giudicare l'esattezza dei fatti che erano rimproverati a quest' uomo. Non sono più atti a discutere sulla reale competenza del questo medico, professore d'università, proposto al premio Nobel della pace, di cui Giorgio Pompidou aveva pubblicamente fatto gli elogi. So invece che alcuni laboratori farmaceutici lo proseguivano a quest'epoca per esercizio illegale della medicina??? Sempre è -il, che il suo prodotto iniettato per via endovenosa, sembrava fare al mio piccolo papà più grande bene. Occorreva certamente come precedentemente continuare le iniezioni di morfina ad evitare il dolore, ma tutto sommato speravamo ancora un po'. Di giorno in giorno, l'infermiere aveva tuttavia di più oltre a difficoltà a trovarle le vene per là aspersione, tanto il suo assottigliamento era importante in questa fase terminale di cancro. Il primo febbraio, provava già da lunghi minuti, quando capitolò. Con la scossa emozionale di vederla abbassare le braccia, fece un infarto ed i suoi dolori furono ridotti.

Fu per, io e certamente per noi tutti, una sofferenza profonda alla quale si aggiunse un incompréhension non meno profonda verso quelli che, ancora una volta, a causa della fiducia che avevamo conceduto loro, avevano riesce a fuorviarli. Chi credere in effetti in simile caso? Coloro che, lo sapevamo da allora, noi avevano mentito da mesi, sostenendo che non occorreva preoccuparsi, che tutto era normale in simile caso; o il questo professore che si era sembra attaccato più a ricco di lui. Il questo professore di cui anche l'archivio clienti era stato solo oggetto di un sabotaggio fa una notte da parte “ di un commando„… Alcuni scandali non erano inevitabilmente ripresi dai mediati come oggi a quest'epoca. Ciò aveva forse a volte del buono, ma non inevitabilmente per tutti. Quando il denaro è il solo valore di base e dal quale qualsiasi criterio è arbitrato, la bibbia li dice in (l Timothée 6 - 10): Poiché l'amore del denaro è radice di tutti i mali./

Come non considerare un'ingiustizia umana in tali circostanze, e non girarsi verso ciò che crediamo bene, anche se si tratta del peggiore dei pericoli che guettent.

Avevo letto in questi libri di tasca di colore rosso, quasi grena, questi libri di strisciò dei quali avevo lo sembrava -il, tratto tanto di buone cose, che era facile dialogare con le morti, allora io lo fecero. Questa prima notte di lutto attorno a questa tavola nella cucina, a causa di questa sofferenza profonda, di questa emergenza immensa, invitai anche ciascuno dei miei a fare la stessa cosa . Era certamente senza sapere ciò che insegna la parola di Dio sull'argomento in (Deutéronome 18 - 10/12) che non si trova da te persona che faccia passare i suoi figli o la sua figlia per il fuoco, persona che si consegna alla divination, che tira presagi, che ricorra a tecniche occulte o alla sorcellerie, che getta sorti, persona che consulta coloro che evocano gli spiriti o predicono il futuro, persona che interroga le morti. In effetto, chiunque si consegna a queste pratiche è in orrore a l’Eterno.//

Questa traduzione è stata effettuata da un traduttore elettronico, è per questo che chiediamo a lei molta indulgenza, e siamo aperti a qualsiasi proposta dalla sua parte per una migliore interpretazione. Grazie per ciò, di volere contattarci qui.

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